CRONOLOGIA STORICA I due ultimi criticarono le diverse partite del preventivo e accennarono alcune economie da introdursi. Dopo essi oratori, si sentirono alcuni membri del lato opposto, che appoggiarono i principii contenuti nel rapporto della commissione, senza sconfessare la necessità delle riduzioni ed economie. Succedette loro Beniamino Constant, che attaccò il trattamento dei ministri e consiglieri di stato. Le spese della giustizia gli diedero occasione di parlare dell’agitazione che regnava in Francia, e cui egli attribuì alla mala amministrazione del ministero. Poscia esaminò il preventivo degli affari esteri, e formò un nuovo testo alle più violenti declamazioni sulla politica di Francia; concludendo far duopo che i ministri lasciassero i loro posti o rinunciassero al disastroso sistema in cui s’erano avviluppati. Il linguaggio di Beniamino Constant era stato così sedizioso, che ad ogni sua frase scoppiarono violenti mormorii; e la maggior parte della camera si oppose alla stampa del suo discorso, riguardandolo come sovversivo l’ordine sociale ed un grido di rivolta. Nel i5 marzo si cominciò a discutere sul preventivo e si continuò sino al 17 aprile; nè tal discussione fu meno tempestosa della discussione generale ; essendo ogni articolo di quel bilancio soggetto di violenti critiche per gli oratori della sinistra. Ma tra tutti i preventivi quello che fu discusso con più calore e condusse a maggiori digressioni, fu il preventivo del ministero degli affari esteri. Parlò un dei primi Bigtion, facendo osservare che nell’Inghilterra le negoziazioni diplomatiche erano soggette alle camere, laddove in Francia le camere viveano su di ciò in perfetta ignoranza. Poscia parlando dell’occupazione austriaca in Italia dichiaro: » che pel mantenimento della nostra dignità e special-mente per l1 interesse dell’ indipendenza italiana, sarebbe stato un minor male la nostra unione a quell’attentato che non la nostra inazione ». Lagnossi dappoi l’oratore perchè non si fossero aperte relazioni commerciali con San Domingo; perchè il governo avesse tenuto occulto lo stato delle trattative cogli Stati Uniti; e finalmente perchè esso non avesse ancora riconosciuta l’indipendenza delle colonie spa-gnuole dell’America. Montbron e de Bonald risposero a Bi-gnon, esponendo i pericoli che poteva trar seco l’intervento della Francia nelle cose d’Italia; e l’altro fece sentire rap->