DEI RE D’INGHILTERRA 181 rio, e che un ministero composto di amici riconoscenti e do* cili si piegherebbe senza sforzo al suo voler, e che esso stesso si affretterebbe a chiederne i consigli. Checchesia, la sola ragione allegata da Pitt per ritirarsi da un posto che avea tenuto da tanto tempo cogli applausi di gran parte della nazione, fu la sua impotenza di far adottare le misure proposte a favore dei cattolici irlandesi. Una carta circolata in Irlanda sotto il suo nome, e cui egli non contraddisse,dichiarava ad essi: » Ch’egli farebbe tutti i suoi sforzi per procacciare alla Ior causa la pubblica benevolenza, ma che non potendo cooperare ad un tentativo che non lasciava veruna speranza di garantire attualmente i loro interessi, egli spianerebbe la via perchè conseguissero alfine l’oggetto di loro brame <>. Ciò che confermò il pubblico nell’idea che l’antico ministero si applicherebbe a ripigliare quanto prima la gestione degli affari, fu vedere Dundas dimettersi dai numerosi posti occupati. Il conte Spencer, lord Grenvillc e Windham furono i ministri che si ritirarono al tempo stesso di Pitt; e quanto prima avvennero altri interni regolamenti. Lo scioglimento del ministero in epoca tanto critica dovea naturalmente occupare il parlamento. Il io febbraro lord Darnley propose alla camera alta di sottopórre a sindacato alcuni punti sulla condotta dei ministri del re. In tale occasione disse lordGren-ville che il cattivo successo delle intenzioni manifestate da lui e suoi colleghi a favore dei cattolici li avea indotti a dare la lor dimissione; che tutti essi provavano grande consolazione perchè i loro servigii avessero contribuito a salvare la patria dai mali che la minacciavano, e perchè i loro successori continuassero a seguire il sistema vigoroso da essi adottato; che d’altronde non lascierebbero i loro posti se non dopo nominati i successori. Dietro espressa domanda di parecchi membri, lord Darnley aggiornò la proposizione. Nel giorno stesso io febbraro fu fatta lettura alla camera dei comuni di una lettera di Addington, che annunciava di deporre il carico di oratore della camera, avendogli il re manifestata l’intenzione di nominarlo ad un impiego non compatibile con quell’attribuzione; e il giorno dopo la ca-