DEI Rii D’INGHILTERRA 3gT regno del re attuale, qualunque abitante nella sua giurisdizione, il quale fosse colpevole di aver contribuito in modo qualunque, a pubblicare avvisi per elezioni o nomine di tale specie, e di essere intervenuto ad assemblee tenutesi per prò-cedere a quelle nomine, a meno eli’ egli non offrisse cauzione. Tale circolare destò timori ed inquietudini particolari in Inghilterra, tosto che venne a cognizione. Lord Moira ne diede lettura e dopo alcune osservazioni sul suo tenore chie* se ai ministri se avessero presa quella misura prima della recente partenza di Poole per l’Irlanda. Affermò il conte di I.iverpool, non avere il ministero avuto cognizione di quel-l’aliare se non pel rapporto che glie n’era stato fatto; aggiunse eh’esso era corredato di schiarimenti ed atti tendenti a giustificare la condotta tenuta dal governo nell’Irlanda. Lord Moira chiese clic la circolare fosse deposta alla sbarra ; e lord Liverpool propose dal suo canto, che venisse pure dimessa copia della lettera del segretario del comitato cattolico. Durante il dibattimento, che sussegui a tali due proposte, vennero da un pari brevemente narrati i fatti che avea-110 occasionato la lettera di Wellesley Poole. Si sa, diss’egli, esistere da gran tempo a Dublino un corpo sedicente comitato cattolico; ma sino a che poco numeroso, il governa non essersi impacciato di quanto operava. Ora però che propose petizioni da prodursi nella sessione attuale alle due camere del parlamento, essere andato più oltre ed aver deciso che dieci deputati di ciascuna contea d’Irlanda si unissero a Dublino per estendere una specie di convenzione; sicché il lor numero, aggiunto a quello di trentotto persone componenti il comitato, darebbe un corpo di trecentocinquantotto membri che avrebbe a rimaner permanente, e quindi il governo non poter permettere l’esecuzione di quel piano. Si adottarono le proposte di lord Moira e di lord Liverpool. Si trattò lo stesso argomento nella camera dei comuni, e i ministri tennero lo stesso linguaggio che nella camera dei pari. La domanda fatta, di dar copie di tutta la corrispondenza tra il vice re e il ministero intorno a ciò, venne rigettata. Il 3 marzo, Poole di ritorno dall’Irlanda, sedeva nella