CRONOLOGIA STORICA il ministro francese per osservare l’effetto delle rimostranze eli’egli farebbe al governo spagnuolo. Fu allora che Montmorency credette di rassegnare al re il portafoglio del ministero degli affari esteri, e nel 26 dccembre il Moniteur pubblicò la sua dimissione non che la lettera che il presidente del consiglio scriveva a de la Garde, ministro di Francia a Madrid, nella quale egli esprimeva l’irrevocabile risoluzione presa dal governo francese di garantirsi con tutti i mezzi possibili dal contagio dei principii rivoluzionarii clic dominavano in Ispagna. Questa lettera lasciava intravvedere la speranza di un miglioramento che il nostro governo pia-cevasi attendere dai sentimenti che per sì lunga pezza hanno unito gli Spagnuoli coi Francesi nell’ amore delle leggi c di una saggia libertà. Trattavasi al presente di dare un successore a Montmorency, e nel 28 decembre S. M. fissò la sua scelta sovra Chateaubriand, ch’era intervenuto nelle conferenze di Verona. Per qualche tempo il nobile pari ricusò così distinto favore per motivi la cui delicatezza è facile conoscere, quelli cioè di essere stretto con vincoli d’ amicizia al duca di Montmorency, ma finalmente cedette alle istanze reiterate che gli si fecero, e fu duopo di tutta la potenza del pubblico interesse per vincere 1’ onorevole sua ripugnanza. 1823. Il cangiamento di ministro nel dipartimento degli affari esteri lasciò concepire alcune speranze ai partigiani della pace, i quali tenevano essere Montmorency persuaso della necessità della guerra. La moderazione e saggiezza della nota inviata al nostro ambasciatore a Madrid sembravano dare qualche appoggio a tale opinione, ma le lettere di richiamo mandate dalle corti di Russia, Austria c Prussia ai rispettivi ministri; il rifiuto per parte della Spagna di accedere a qualunque siasi specie di concessione, e il richiamo di La Garde, nostro ambasciatore, diedero ben presto a conoscere la necessità della guerra. Queste importanti osservazioni appena lasciarono rimarcare il cambiamento di alcuni prefetti, non che quelli avvenuti nel consiglio di stato per ordinanza 8 gennaro. Alcuni capitani di bastimenti francesi aveano osato di compromettere sulle spiaggie dell’Egitto e della Barbaria 1 onore del nostro paviglione, gl’interessi della nazione e