i6o CRONOLOGIA STORICA gica il presidente di non poter mandare ai voti una proposta fatta contra il tenore del regolamento, e giacché non istava in suo potere ristabilire nella camera la calma, egli levava la sessione. 27 febbraro. All’indomane di quella scena tumultuosa La Bourdonnaye, a malgrado la domanda dei membri dell’opposizione ai non interrompere la cominciata discussione, sviluppò la proposta di escludere Manuel dalla camera per aver fatto l’apologia del regicidio nel discorso tenuto il giorno innanzi. Vi si opposero Etienne, Girardin, Trippier e Manuel stesso, dichiarando esser ben lungi dal cuore dell’oratore il pensiero di giustificare il regicidio, nè potersi fondare opinione sovra una frase non terminata. D’altronde negarono alla camera il diritto di escludere un deputato investito di poteri da essa non conferiti. Il governo non prese veruna parte a tali dibattimenti, e soltanto il presidente del consiglio, per rispondere alle vive interpellazioni di Chauvelin, che scongiurava il governo di opporsi ad un atto eh’ei qualificava di proscrizione, dichiarò di essere stato a parte dell’indignazione della camera, ma che astenevasi da ogni discussione e da ogni voto in una decisione cui apparteneva a lui solo di giudicare. Il 28 febbraro, nel riunire i diversi uffizii, si nominò una commissione incaricata dell’esame della proposizione fatta contra Manuel. Non perciò questo deputato tralasciò d’intervenire alla pubblica adunanza che si aperse alle ore due; e quando l’ordine del giorno richiamò a ripigliare la discussione della legge sul credito straordinario, egli si presentò alla tribuna per compiere il discorso che avea posto a tumulto una parte della camera. Dichiarò la sinistra di non volerlo ascoltare, e fattasi più forte del giorno prima 1’ agitazione, fu levata la sessione e rimessa all' indomane. i.° marzo. La sinistra fece vivi reclami, quando La Bourdonnaye, autore della proposta, comparve alla tribuna come referente della commissione destinata all’esame. Il suo rapporto, sovente interrotto, tendeva a stabilire che il discorso censurato contenesse evidentemente l’apologia del regicidio, e la camera avesse diritto di esercitare un’alta giurisdizione sovra i suoi membri-: propose quindi, in nome della commis-