DELL’ AMERICA sti pericoli, posso ritirarmi per godere le dolcezze della vita Í>r¡vata ». Dopo aver tracciato lo stato attuale della Co-umbia: «Quanto a me, continua Bolívar, i sospetti d’un’ usurpazione tirannica che mi si affibbiano, scuotono il mio spirito e diminuiscono la fiducia dei columbiani. I repubblicani zelanti non possono riguardarmi senza un secreto timore, perchè la storia ad essi rivela, la maggior parte degli uomini, collocati in circostanze simili a quelle in cui mi trovo, essere stati ambiziosi. Indarno io m’aflatico a citare l’esempio di Washington: alcune eccezioni nulla possono contra l’esperienza del mondo intero, sempre oppresso dai depositarli del potere. Pendo incerto tra i disordini in cui possono cadere i miei concittadini ed il giudizio della posterità; non mi sento interamente esente da ogni ambizione, e per la mia propria gloria desidero di privarmi dei mezzi di soddisfare a questa passione, di togliere a’miei compa-triotti ogni timore e di assicurarmi dopo la morte una memoria degna della libertà. Con questi sentimenti rinunzio per sempre alla presidenza, ed imploro dal congresso e dal popolo il favore di rimanere semplice cittadino. » Questa proposizione, sottoposta il 6 giugno al senato, fu scartata colla maggioranza di cinquanta voti contra venti-quattro, ed alla camera dei rappresentanti di settanta contra quattro (i). Allorché Bolivar s’indusse a questo passo, ignorava la gioia eccitata a Bogotá dalla novella dell’abolizione della sua autorità a Lima, il 26 gennaio, e dagli elogi di cui erano stati ricolmi Santander e gli officiali columbiani al Perù. La terza divisione abbandonò Lima il 18 marzo e s’imbarcò a Callao. Bustamente diresse una porzione delle truppe, sotto la condotta del colonnello Giovanni Francesco Elizalde, mentre condusse l’altra nei dipartimenti dell’Asuay e dell’ Equatore, con l’intenzione, dicesi, d’operarvi una contro rivoluzione. Nel 24 aprile Elizalde approdò a Guayaquil, e, di concerto colla guernigione, abolì la costituzione boliviana ed annullò i voti che conferivano la dittatura al liberatore. Gli officiali generali furono obbligati a consegnare i vascelli da guerra ed a partir per a Panamá sovra bastimenti da (1) Gaceta de Colombia} num. 258 e 2q3; 22 aprile e 10 giugno.