DELL’AMERICA 37t Pinerez, P abolizione della sua carica c la soppressione di tutti i balzelli vessatori). Questo trattato venne ratificato nel modo più solenne col giuramento dei capi e dei capitani del pueblo, e con quello dell’arcivescovo e dei commissari^ fu cantato un Te Deum in memoria dell’evento, e fu consegnata copia del trattato a ciascheduno de’sessanta capitani del pueblo che vi presero parte. L’arcivescovo e sei missionarii cappuccini partirono poscia per al Socorro, insieme a Ber-bco, a fine di acquietare Io spirito rivoluzionario che ancora vi regnava. Frattanto il viceré, che si trovava a Cartagena, distaccò millecinquecento uomini della guernigione di questa piazza, comandati dal colonnello don Giosuè Pernct per ¡spedirli in soccorso della capitale; e mentre questa spedizione era per mettere alla vela, ricevette annunzio della capitolazione di Zipaquira. Sapendo però che i communeros mancavano d’armi, fece dire al cabildo di Socorro ch’egli disapprovava il trattato, perchè varii de'suoi articoli erano derogatorii all’autorità sovrana. Questa determinazione non fu conosciuta dai communeros che due mesi dopo la dispersione delle lor truppe ; nullameno nuove commozioni ebbero luogo nella provincia di Socorro ed in varii altri luoghi, e gli abitanti, trasportati da furore, chiedevano a grandi grida un capo per condurli a Santa Fè, e non tardò a presentarsene uno formidabile. Giosuè Antonio Galan, nativo di Charala, aveva sempre tenuto la campagna. Dopo aver sollevato le provincie di Mariquita e di Neiva, si mise a percorrere i pueblos del nord, e sarebbe giunto ad accendervi la guerra senza P influenza dell’arcivescovo Gongora che avea pacificato il Socorro, Tunja e Casanare, e pubblicato il 20 ottobre un generale indulto per tutti i delitti commessi durante l’insurrezione, a condizione che i communeros deponessero le armi e rimanessero tranquilli ne’loro focolari. L’arresto di Galan e di alcuni de’suoi partigiani, ch’ebbe luogo verso la fine di quell’anno nelle vicinanze d’Onzaga, calmò momentaneamente il tumulto. Tradotti il 3o gennaro 1782 dinanzi l’udienza, furono dichiarati colpevoli di tradimento e condannati ad essere impiccati. 1 loro corpi furono fatti