2j4 CRONOLOGIA STORICA affluente del fiume, ove Orellana doveva attenderlo, presa la risoluzione di ritornare a Quito, da cui era lontano per oltre quattrocento leghe, rientrò colà dopo un viaggio di diciotto mesi, durante il quale la lame e le malattie gli rapirono due terzi delle sue genti (i). Orellana frattanto comperato un naviglio, partì per alla Spagna, a fine di dar notizia della sua scoperta, e di sollecitare il governo del paese da lui scoperto. Avea egli recato seco ducenmila marchi d’oro e gran copia di smeraldi affidatigli da Gonzalo Pizarro insieme al comando del brigantino. La corte gli accordò la sua domanda, e diedesi il nome di Nuova Andalucia o Nuova Andaluzia (Boetica Nova, o Vandalicìa Nova) alla provincia eh’ci dovea governare. Mise la corte a di lui disposizione tre navigli, e gli permise di costruire forti, fonda« re colonie, e prendere possesso di tutto il paese in nome del re di Spagna. Ragunò Orellana oltre a quattrocento uomini, quasi tutti nobili, ed agli n maggio 1544 (2) imbarcossi a San Lucar sovra quattro navigli; ma giunto, dopo una navigazione lunga c faticosa, alle Canarie, fu abbandonato dalla maggior parte de’suoi (3), e soggiornalo tre mesi a Tenerifa e due al Capo Verde, progredì il cammino con tre soli navigli. Dopo la sua partenza gli venne a mancar l’acqua, e sarebbero tutti periti se non fossero cadute piogge abbondanti. Sofferse costantemente i venti contrarii, e perdette in una burrasca un bastimento a bordo del quale erano settanta uomini ed undici cavalli: gli altri due bastimenti giunsero alla foce del Maranon, ed approdati a due isole, vi si procacciarono alcune provvigioni. Orellana risalì il fiume per lo spazio di cento leghe, ed avendo preso terra per costruire un brigantino cogli avanzi d’uno de’suoi navigli, cinquantasette de’suoi perirono in quel luogo di fame. I superstiti penetrarono trenta leghe (1) I suoi soldati furono obbligati di mangiare i cavalli ed i cani, dei quali ultimi in numero di novecento che avevano partendo, due soli rimasero vivi al loro ritorno. (2) Secondo Errerà. Aruna racconta essere Orellana rimasto per sette anni in Ispagna, ed essersi imbarcalo verso la fine del 1549• (3) Novantotto de’ suoi morirono due mesi dopo alle isole del Capo Verde, e cinquanta rimasero ivi ammalati.