CRONOLOGIA STORICA stranieri, è investito di tutti i poteri necessarii al compimento del nobile incarico eh’ è chiamato ad adempiere. —■ L’esistenza d’un popolo dipende dalla sua politica organizzazione. Tenghiamo dunque fermi i diritti ed i riguardi che possiamo esigere da tutte le nazioni; non ammettiamo ira noi che gli stranieri che si presenteranno giusta le forme regolari e di uso; i nostri porti sieno chiusi alle bandiere di qualunque potenza che non riconoscesse la nostra; proclamiamo la libertà del commercio e della circolazione; formiamoci un codice degno dell’ammirazione dei Ìiopoli civilizzati, e l’ingiuria fatta ad uno degli Stati del-’unione sia comune agli altri. — In una parola, cerchiamo di risolvere il problema del migliore governo possibile. — Ben lontano dal consigliare la diminuzione delle nostre forze, propongo il loro aumento per terra e per mare, a fine di recare un colpo mortale a quella potenza, che s’ ostina a voler conservare una sovranità ch’ha per sempre perduta ». 1827. Il 22 giugno, l’assemblea americana installata nella città di Panamá e composta dei ministri plenipoten-ziarii della repubblica di Columbia, degli Stati dell’America del centro, del Perù e del Messico, continuò sino al i5 luglio le sue conferenze aventi per iscopo di stipulare trattati d’unione, alleanza e confederazione perpetue, di regolare le convenzioni relative al contingente da fornire da ciascheduno degli Stati confederati per la comune difesa. Determinò la riunione annua dell’assemblea in tempo di guerra, e fece note le dichiarazioni dei varii trattati conchiusi dalla Columbia coi governi delle repubbliche rappresentate nel congresso di Panamá. Era a quest’assemblea un commissario inglese con ¡speciale autorizzazione, ma che non prese parte alcuna alle conferenze, e cosi pure un agente del re de’Paesi Bassi. Un ministro degli Stati Uniti dell’America settentrionale, spedito per assistere a questo congresso, mori a Cartagena nel suo passaggio per recarsi a Panamá. L’assemblea giudicò conveniente di trasferire la sede delle sue sedute a Tacubaya, in vicinanza alla città di Messico, in virtù del suo potere di cangiare il luogo di residenza, e coll’assenso del potere esecutivo. Uno dei plenipotenziarii di Columbia, un altro del-