302 CRONOLOGIA STORICA uopo :.I capitano Luigi Lancliero, gli si aggiunse come luogotenente Francesco Mordilo, eh1 avea servito nelle guerre civili del Perù, e partito da Yelez con sessanta spa-gnuoli e trecento yanacouas, raggiunse ben presto le frontiere dei muzos. Frattanto il generale Quirimaca avea convocato tutti i cacichi del paese per avvisare ai mezzi di difesa ed in breve tempo ventimila guerrieri erano accorsi a schierarsi sotto le sue bandiere. Il cacico Nayman, il primo che avanzossi contra gli spagtiuoli, alla testa di quattromila uomini, venne rispinto con grave perdita, avendo gli spa-gnuoli avuto soltanto tre morti e venti feriti. Lanchero giudicò opportuno di affortificarsi per dar riposo alle sue truppe, ed apparecchiavasi ad una novella campagna l’anno seguente (i55q), allorché venne raggiunto dal capitano Giovanni de Ribera con tieutacinque uomini di fanteria e cavalleria. Il cacico Nayman, avendo dal suo canto ricevuto numerosi rinforzi, volle tentare di nuovo la sorte delle armi; ma non veggendo alcuna speranza di successo, operò la sua ritirata, ed i di lui guerrieri, inseguiti dai cani, furono in crudel modo straziati. Poco dopo il corpo di Ribera ad una lega dal campo venne assalito da un corpo di quattromila indiani comandati da Quirimaca, eh’ ebbe cinquecento uomini fuori di combattimento. Imbaldanziti da questo successo, i due capitani risolvettero di portare la guerra nel cuore della provincia;-ed incontrato l’inimico eh’erasi appostato sul declivio d’un colle, non esitarono ad assalirlo, e lo sbaragliarono compiutamente dopo una pugna di oltre tre ore, nella quale Quirimaca perdette il fiore del suo esercito insieme a due migliaia di gandules. Disperando allora questo capo di poter sottrarre il suo paese al giogo spagnuolo, lo abbandonò per ritirarsi nel Cararo sulle sponde della Magdalena, e quelli de’suoi che non poterono seguirlo furono crudelmente sbranati dai cani. Dieci spagnuoli e molti yanaconas, trafitti dalle frec-cie avvelenate, morirono dalle loro ferite; e lo stesso Lanchero rimase ferito da una di queste freccie, che trapassò l’armatura, quantunque guernila di cotone dello spessore di quattro pollici. Lanchero geloso di reprimere 1’ audacia di questi sei-