CRONOLOGIA STORICA incontrati due cacichi, intimò loro di obbedirgli come rappresentante del re di Castiglia. Questi gli risposero esservi un solo Dio che governava il cielo e la terra; il papa aver donato ciò che non gli apparteneva; ed il re che domandava ed accettava tali largizioni dover essere un pazzo, poichò agognava cose ad altrui spettanti; che se Encise voleva entrare appo d’essi, porrebbero la sua testa in cima ad un bastone, come fatto avevano d’altri loro nemici che gli mostrarono; essendo essi i padroni di quelle terre, che niun bisogno avevano di lui. Rinnovò Encise la domanda minacciandoli invano della schiavitù. Assalito allora il loro villaggio se ne impadronì, facendo prigione uno di que’ cacichi, nel qual affare perdettero due castigliani la vita. Giovanni de Ayora, avendo risaputo esservi verso l’ ovest un ricchissimo signore chiamato Secatila, vi spedì Gamarra per mare con alcuni soldati per impadronirsi delle sue genti e delle sue ricchezze, sotto pretesto di chiedergli obbedienza al re di Castiglia. Avvisato Secativa di questo progetto, postò in sicuro luogo le donne ed i fanciulli de’suoi soggetti, e messosi in imboscata daccosto al villaggio, assalì all’improvviso i castigliani, di cui appena un piccol numero ebbe il tempo di riguadagnare le barche. Esercitarono gl’indiani mille crudeltà sui prigioni di cui riuscirono ad impadronirsi, versando ad essi Foro liquefatto nella bocca, dicendo: mangia oro, o cristiano, e li tagliarono poscia in pezzi, sospendendo le loro ossa come trofei nei templi« Irritato de Ayora dei risultati di questa spedizione, ordinò d’arrestare il cacico Pocorosa, di saccheggiarne il villaggio e le terre e di rapire tutto 1’ oro che possedeva. Ma Pocorosa fu avvisato di questo progetto da un casigliano di Nunez, chiamato Eslava, e cui sdegnava l’idea di questo tradimento, ed Ayora, fallito ancor questa volta nella sua aspettativa, ritornò a Darien, ove rubato un naviglio s’avviò a Castiglia. In quel frattempo il capitano Garzia Alvarez, ch’era rimasto colle sue genti a Santa Cruz, faceva alcune incursioni nei circostanti villaggi. Pocorosa stretto davvici-no ragunò tutte le sue genti ed i suoi amici ed assalì di notte i castigliani, di cui la maggior parte rimasero feri-