7.64 CRONOLOGIA STORICA genti in quella provincia, mediante zatte (balsas de canas gordas) costrutte con forti canne legate con vimini. Tragittata dopo otto giorni di lavoro la Cauca, e giunto sull’ altra sponda, non potè seguirla e fu obbligato di passare a traverso rupi scoscese ove perirono due cavalli che fornirono per alcuni giorni nutrimento alle sue genti. La prima provincia in cui entrarono si chiamava Curume, i di cui abitanti presentarono battaglia, ma dopo d’aver sofferto una considerabile perdita presero la fuga. Robledo s1 avanzò poscia nelle provincie di Hebexico, Penco, Purru-to e Guaramy, ed avendo occupato venti giorni a percorrerle, ritornò a Curume, dove avea lasciato Alvaro de Men-doza, e poscia ad Hebexico ; ma finalmente stanco di combattere si determinò di fondare una colonia, ed eresse ( 154<) la città di Santa Fè rF A nt io quia (A litio quia Nova) sulla sponda orientale della Cauca, ed in nome del re e del governatore Bclalcazar elesse gli alcaldi e divise tra’ suoi soldati le terre. Questa città, l’anno seguente, fu da Giovanni de Cabrera luogotenente di Belalcazar trasferita nella valle di Nori sulle sponde del Rio Tonuzco a circa due leghe dalla Cauca, a 6"36' di latitudine nord e 78°23' di longitudine ovest da Parigi (1), oltre cento leghe al nord-est di Popayan e non ¡unge da Cerro di Euritica. Ricevette il titolo di città nel i.° aprile 1544 e co^ stabilita la sede del governo, che comprendeva le città di Zaragosa, Cazcres, Guamoco, Arma, ecc. (2). Nel soggiorno di due mesi fatto da Robledo ad Antioquia non gli fu possibile di condurre gl’indiani a pacifici componimenti ; marciò quindi il capitano Vallejo con quaranta uomini contra la città di Guamas, ed assalitala innanzi allo spuntare del giorno col favore de’fuochi di paglia accesi dagli abitanti e che servirono di guida agli spa-gnuoli, i quali agevolmente li batterono e ne uccisero un gran numero. Entrati poscia nella piazza abbandonata vi predarono gran copia d’oro e di vestiti di cotone. Interrogati alcuni prigioni perchè ricusassero la pace, risposero i loro cacichi soltanto non volerla ; ed essere stati altri spa- (1) Restrepo. (3) Florez de Ocariz, 61, pag. 122. — i’iedrahita, lib. IX, cap. a.