DELL’AMERICA 219 3.a mediante il fiume Vera Cruz sino a Tecoantcpec, ove i battelli possono andare da un mare all’altro; 4-a praticando un passaggio da Nombre de Dios a Panamá che non sarebbe di difficile esecuzione. Finalmente asserivasi distare il golfo d’Uraba da San Miguel solamente venticinque leghe, e quantunque un passaggio per quei luoghi offrisse numerosi ostacoli, non erano però questi al dissopra della potenza del re di Spagna (1). Alvaro de Saavedra sosteneva il progetto d’aprire una comunicazione dall’uno all’altro mare a traverso l’istmo di Darien. Questo progetto fermò seriamente l’attenzione del governo spagnuolo; ma Josè d’Acosta vi si oppose, a pretesto che, non essendo i due Oceani ad uno stesso livello, l’intrapresa fosse ineseguibile e potesse anche avere un esito pericoloso. i528. Cessione della provincia di Venezuela. I Velt-zers, ricchi negozianti di Augusta, ch’aveano antecipato forti somme all’ imperatore Carlo V, ricevettero in pagamento la proprietà di questa provincia dal capo della Vela sino al governo di Maracapa, per un’ estensione di oltre a trenta leghe, comprese tutte le isole vicine, ad eccezione delle tre di cui abbiamo già parlato. S’obbligarono essi di compiere la conquista del paese, di fondarvi due stabilimenti e di costruirvi tre forti nello spazio d’un anno, occupando a quest’uopo almeno trecento uomini, e conducendovi cinquanta minatori alemanni per lavorare le miniere nelle provincie occupate dai castigliani. Fu stipulato, potere i concessionarii ridurre gl’indigeni in ¡schiavitù, se ricusassero di sottomettersi, e comperare quelli eh’ erano cattivi, a condizione di pagare la quarta parte del prezzo alla corona. L’imperatore, dal suo canto, prometteva che il titolo d’adelantado sarebbe ereditario nella famiglia Vclt-zers, concedendo z\ essi quattro per cento sovra tuttociò che provenisse dal paese, quattrocenmila maravedís di e-molumento e di pensione al capo dell’intrapresa, e la metà al di lui luogotenente. Esentò dalle gabelle d’entrata tutte le provvigioni da bocca eh’essi importerebbero dalla Spa- (1) Errera, deç. IV, lib. Ili, cap. 2.