212 CRONOLOGIA STORICA cento uomini e fece vela col proprio luogotenente don Pietro de Ilcredia, nativo di Madrid. Palomino, avvisato del suo avvicinarsi, si dispose a resistergli, ed Ilercdia lo richiese di trattar seco, nell’intenzione di ucciderlo se fosse favorito da’soldati, incaricando un officiale portoghese, il capitano Hernan Éaez, dell’esecuzione di questo progetto, costeggiando verso los Ancones de Taganga e Concita. Ma essendosi i soldati impadroniti di lui ed avendolo impiccato Ilercdia riguadagnò le navi e passò a Guayra la llobada al di là di Ramada. Seguillo Palomino lungo la costa per impedirgli di prender terra; ma intavolata fra d’essi una negoziazione colla mediazione di due sacerdoti, consentì Ra-dillo a cedere la metà de’suoi diritti e ritornò a Santa Marta. I due capi s’occuparono allora di concerto per pacificare il paese. Palomino formò il disegno di penetrare nella riviera del Sud, e presi seco quaranta fanti e quindici cavalli, giunto sulla sponda d’un fiume che discendeva dalla Sierra Nevada, e ch’era considerabilmente ingrossato dalle pioggie, risolvette di attraversarlo a cavallo, e profondatovi non più riapparve, essendo comune credenza che restasse divorato da un coccodrillo. Questo fiume ricevette dappoi il nome di Palomino. Padillo, preso allora il comando della spedizione, passò il fiume nei canotti e giunto ad Orino (las Sabanas de Orino) occupata dai guagiros, vi divise l’oro ch’avea per via raccolto e di cui toccarono trentacinque pesos ad ogni soldato. Penetrò poscia all’ovest nella gran valle d’Upar, ed incontrò, a due leghe da Zazaro (i), due numerosi corpi d’indigeni che vollero avvilupparlo. Padillo avendoli assaliti, uccise loro molta gente, e costrinse il rimanente a fuggire nei monti; ma giudicando quest’indiani bellicosissimi, credette di dover indietreggiare alla Ramada (2). i526. Frattanto il governatore Pedrarias d’Avila, verso il principiar dell’anno i526, si mise in marcia per recarsi a Nicaragua, ove abbiamo già annunziato aver esso spedito I rancesco Hernandez de Cordova. Intese nel cammino, es- (1) Secondo Errerà; Piedrahita scrive Zczaro. (2; Errerà, dee. Ili, lib. Vili, cap. 9. — Piedrahita, lib. III, cap. 1.