DELL’ AMERICA 287 riconoscere il paese. I naturali vedendo gli spagnuoli in si poco numero, vennero ad assalirli, ma ne furono respinti con perdita, avendo avuto gli spagnuoli uno de’ loro ucciso ed alcuni feriti. Dopo una breve dimora cagionata da quest’assalto, de Tolosa continuò il suo cammino, e consumate le provvigioni, distaccò il capitano Romcro con quaranta uomini per procacciarsene; ma questi, assalito dai tororos e ferito nella mischia, fu costretto di raggiungere il rimanente della spedizione. De Tolosa s’inoltrò allora nella valle, c sorprese di notte il pueblo de los Au~ yamas, cui distrusse, avendone ucciso quasi tutti gli abitanti, nel qual affare perirono varii spagnuoli e sei cavalli morirono trafitti dalle frecce. Non trovando nella valle di Santiago nè oro nè argento, entrò in quella di Cucuta, ed avanzatosi sino al Rio de Sulia chiamato allora Rio de las Balatas, e quinci alla Serrania di Carates, non avendogli tutte le di lui ricerche fruttato alcun importante preda, si risolse di ritornare a Tucuyo (1). Scoperta della deliziosa valle di Corpus Christi. Il capitano Francesco Nunez Pedroso, alla testa di cinquanta uomini, attraversa la provincia di Pantagoros, e tragittando a Tocaima il Rio Grande della Magdalena, s’inoltra nella provincia dello stesso nome, sino alle sorgenti del Guaciro ed al Rio de la Miei, ove scopre una valle ricca ed aggradevole, a cui diede il nome di Corpus Christi. Il paese circostante possedeva varie miniere d’oro (2). i55o. L’imperatore, ordinando 1’«istituzione d’una cancelleria a Santa Fè, diede pure istruzioni pei conventi di San Domenico e di San Francesco. Fra Giuseppe de Robles venne eletto superiore del primo, e fra Francesco Vittoria del secondo, ed ambidue fecero vela da San Lu-car, e sbarcati a Cartagena, furono in breve tempo seguiti da ducencinquanta religiosi di ciascuno degli stessi ordini (3). (1) Piedrahita, lib. XI, cap. 2 e 4. (2) Idem lib. XI, cap. 5. (3) Idem lib. XI, eap. 6.