3y8 CRONOLOGIA STORICA civili, e si studiano di screditarci appo le altre nazioni europee, mendicando il loro soccorso per opprimerci. In con-seguenza noi, rappresentanti delle provincie di Venezuela, chiamando l’Essere supremo in testimonio della giustizia della nostra causa e della rettitudine delle nostre intenzioni, imploriamo la sua divina protezione, e dichiariamo in faccia all’universo, che a datare da questo giorno queste provincie formano uno Stato sovrano ed indeperidentc, scevro da ogni vincolo di obbedienza o soggezione verso la Spagna, e che in questa qualità di Stato libero e costituito, hanno il potere di darsi la forma di governo che giudicheranno la più conveniente al ben essere dei cittadini, e di agire come tutte le altre nazioni sovrane ed independenti. Dato al palazzo federale di Caracas: Segnato da Giovanni Antonio Rodríguez Dominiquez, presidente-, Luigi Ignazio Mendoza, vice-presidente; Francesco Isnardy, secretario, e trentotto deputati. Essendo il generale spagnuolo don Vincenzo Emparan giunto a Caracas, ov’era stato spedito in qualità di capitano generale di Venezuela, dapprima dal re Giuseppe e poscia dalla giunta centrale, s’occupava di far riconoscere la nuova dinastia nella sua giurisdizione. Gli abitanti di Valencia, assistiti da alcune truppe spa-gnuole, si dichiaravano contra il governo di Caracas. I regii vollero di Valencia, discosta trentotto leghe da Caracas, formare una provincia separata. 11 nuovo governo fece marciar contr’essi alcune truppe sotto il comando del marchese del Toro, che fu ben tosto surrogato da Miranda. Questo generale, avvicinatosi il i3 agosto a Valencia alla testa di duemilaseicento uomini, disfece i posti avanzati e la flottiglia sul lago, costrinse la cittadella che dominava la città, battè i valenciani in vicinanza al loro campo e verso la gran piazza, ove perdettero il resto della loro artiglieria; ma fu in seguito pur egli alla sua volta respinto e costretto di ritirarsi a Mariana, quattro leghe da Caracas, abbandonando i cannoni ch’egli avea presi, a cagione del fuoco micidiale diretto sovr’esso dai tetti e dalle finestre delle case. Frattanto avendo ingrossato le sue forze, assalì una seconda volta la città e la costrinse a ca-