DELL’ AMERICA [»ersonale, cercavano tutti i mezzi per impadronirsi d'indiani iberi ad oggetto di venderli come schiavi (i). 1527. Scoperta del Rio di los Lagartos. Questo fiume, così chiamato per essere infestato dall’ alligator, è pure chiamato Chagro, e prende la sua sorgente nei monti vicini alla valle di Pacora, e dopo un corso tortuoso si getta nel mare del Nord ; la sua foce fu scoperta nel i5io da Lope de Olano. Esso è navigabile pei grandi navigli senza chiglia chiamati Chatas sino allo stabilimento di Cruces, ov’erano stabilite le dogane regie. I commercianti preferivano questo canale alla strada seminata di scogli da Portobelo a Panamá, ed erano stati costruiti tre forti all’ ingresso di questo fiume per la sua difesa. Prima della sua partenza per a Nicaragua, Pietro de los Rios avea spedito il capitano Ernando de la Sema insieme al piloto Corco, al licenziato Giovanni Salmerón, alcalde major, e ad un reggimento della città di Panamá, a fine di riconoscere il Rio de los Lagartos, cominciando dal sito più prossimo a Panamá, cioè alla distanza di sei leghe, sino alla sua foce nel mare del Nord. Compierono l’esplorazione in sei giorni, e durante questo tragitto di ventisei leghe il fiume era navigabile, quantunque ingombrato in alcuni luoghi dagli alberi che vi erano stati trascinati dai torrenti che si precipitavano dai monti. Alla sua foce aveva quattro in cinque braccia di profondità, e colà presso due piccoli ruscelli gli recavano il tributo delle lor acque. I navigli potevano risalire a dodici leghe dal mare; ed i battelli piatti ed i canotti si spingevano ancora più innanzi. Abbondava di pesci (2), e sulle sue sponde, fertilissime e coperte di pini e di palme, incontravansi daini, galli d’India ed oche selvatiche. Potevansi collocare vantaggiosamente colonie in varii luoghi. Finalmente dal lato di Nombre de Dios a cinque leghe da Rio era Porto Belo, porto sicuro e comodo, c sei leghe più lunge l’isola di Bastimen- (1) Errerà, dee. IV, lib. I, cap. 7. (2) Ad una certa stagione dell’anno è pieno di una grande quantità di piccoli pesci d’un gusto eccellente e della grandezza d’una spilla, chiamati titier, che pescansi co’cannai.