DELL’AMERICA *43 prese anzi partito per lui. Li supplicò Nicuesa di accoglier- lo almeno nella loro compagnia, dicendo che si rassegnava a rimanere incatenato fra essi, piuttostochè perire di fame o dalle freccie avvelenate. Cercava d’eccitare la loro pietà rammentando eh’erano in quel viaggio periti dodicimila casigliani, ma non fuvvi che il solo Nunez che prendesse le sue parti. Avendo Francesco Benites esclamato non si dovesse ricevere un uomo così malvagio come Nicuesa, Nunez gli fece dare sull’istante cento colpi di frusta. Prevedendo però di non poter resistere al furore de’soldati, indusse Nunez a ritirarsi a bordo de’brigantini. I malcontenti ebbero allora ricorso all’astuzia per impadronirsene ; finsero di riceverlo a governatore, e dacché fu nelle loro mani lo guardarono a vista. Gli fu finalmente ingiunto sotto pena di morte di partire, e di non ricomparir più nel paese. Sosteneva Nicuesa d’ essere nei confini del suo governo, ove nessuno poteva dimorare senza il di lui permesso e li minacciava della divina vendetta; ma non fu ascoltato, e posto a bordo del più malvagio brigantino con diecisette uomini che soli di censessan-ta gli erano rimasti fedeli, diede alla vela ed ignorasi se si perdesse in mare o se perisse ucciso dagl’indiani. Nicuesa aveva scoperto ducensessanta miglia di paese da Nombre de Dios alle rupi di Darien (i). 1511. Governo di Vasco Nunez de Balboa. Nunez de Balboa, sicuro dell’appoggio de’soldati, accusò il baccelliere Encise d’aver usurpata l’autorità prendendo il titolo di sergente maggiore, senza che questa nomina, fatta soltanto da Ojeda, fosse stata ratificata dal re. L’arrestò, confiscandogli i beni, e lo mise poscia in libertà a condizione che alla prima occasione passerebbe in Castiglia o ad Ispaniola. Fece nel tempo stesso partire per alla Spagna il sergente Zamu-dio, a fine di porgere informazioni al re sulla colonia eh’ avea egli fondata. Spedì pure ad Ispaniola il suo amico Val-divia con un ricco presente d’oro pel tesoriere Pasamontc che godeva molto credito alla corte. I due messaggeri s’im- (1) Errerà, dee. I, lib. VII, cap. 14, i5 e 16; dee. I, lib. Vili, cap. 1, a, 3, 5, 6, 7 ed 8. — Gomara, lib. II, cap- i>8. — P. Martire, dee. Ili, lib. VI. > > r