CRONOLOGIA STORICA seco lui. Questo successo non fu però di lunga durata, perchè il baccelliere Encise, lagnatosi altamente alla corte dei torti dell’usurpatore Yasco Nunez, il re sdegnato diede ordine che fosse giudicato secondo le forme del diritto e condannato a tutti i danni, spese ed interessi verso Eneise, e che poscia si giudicasse criminalmente, allorché fosse in grado di far intendere la sua difesa. Nunez vedendo stabilita la sua perdita, pensò d’intraprendere la scoperta dell’ altro mare siccome il solo mezzo di salvare la sua riputazione. Scelse a quest’ uopo centottanta castigliani de’più risoluti, di cui la miglior parte furono quelli testé giunti, e prese mille indiani di servizio e molti cani da presa, imbarcandoli tutti a bordo d'un brigantino e di dieci canotti di sufficiente grandezza. Partito da Darien sul principiare del settembre 1513 veleggiò sino alla torre del cacico Careta, la di cui figlia lo accompagnava. Fu accolto con amicizia da questo cacico che gli recò sino a cendieci pesos d’oro, contentandosi di prendere in cambio grani di vetro, rosarii, specchi, sonagli ed alcune mannaie di ferro cui gl’indiani trovarono utilissime per tagliare il legno. Careta gli somministrò viveri ed uomini per portare il bagaglio de’suoi soldati. Nunez si diresse poscia verso un alto monte ed entrò nel territorio d’un possente capo chiamato Quarequa che trovò disposto a contendergli il passaggio. Avea il cacico ragunate le sue genti da guerra armate d’archi, di freccie e di strumenti atti a lanciare bastoni in forma di dardi ed abbruciati nell’estremità; portavano inoltre mazze di legno di palma piatte e durissime, colle quali colpivano a due mani. Alcuni indiani si presentarono ai castigliani e chiesero ciò che volevano, invitandoli a ritirarsi. Ricusando questi di ascoltarli, il cacico comparve alla testa delle sue genti coperto, alla foggia degli altri capi, d’una vesta di cotone, essendo gli altri del suo seguito interamente nudi. Comin-ciaroro l’assalto con ardore e mandando spaventevoli grida. Nunez fece trarre alcuni colpi di carabina e di balestra che uccisero varii individui, e gli altri spaventati dagli effetti e dal romore degli scoppii presero tosto la fuga. I castigliani gl’inseguirono colla spada alle reni, e, secondati dai cani ebe lanciarono contra quegl’infelici, ne