DEI DUCIII DI BRUNSVICH 33y all’obbedienza. Pervenuto all’anno diciottesimo, il principe ereditario sollecitò la sua emancipazione-, gli rispose il re, nulla più desiderare che dimettersi dalla tutela; pensare però che per conformarsi agli usi tedeschi converrebbe attendere che avesse raggiunto l’anno ventesimoprimo; nul-lameno lo emancipò all’età di anni diecinove. Avendo preso il governo del principato, il duca dichiarò nullo tutto ciò ch’era stato fatto in materia di amministrazione dopo che era giunto all’anno decimottavo, siccome emanato da un potere illegale ed usurpatore. Ciò eh’è più disgustoso, è l’essere avvolta così nella proscrizione anche la costituzione data al paese dal conte di Munster, in nome del re d’Inghilterra. Il principe non vuoi riconoscerla per due motivi: i.° essa emana dal suo tutore; 2.“ restringe il potere trasmesso dagli antenati del sovrano. Questa costituzione presenta senza dubbio grandi difetti, ma essa è ancora preferibile a! potere arbitrario. 11 duca, annientandola, senza sostituirne una migliore, corre pericolo di eccitare il malcontento de’suoi soggetti e di tutti i Tedeschi; locchè sarebbe tanto meno prudente, ch’egli ha già contro di sé mal disposto le corti. I giornali inglesi insinuano essere a deplorarsi che non sia stato mediatizzato, cioè a dire sottomesso ad una vicina potenza, il ducato di Brunsvieh. Questo ducato limitrofo all’Annover, qualora fosse mediatizzato, dovrebbe dipendere dal re di questo paese. Nei 1827, il conte di Munster pubblica la seconda edizione di uno scritto, avente per titolo: Confutazione delle accuse ingiuriose che S. A. il duca regnante di Brunsvieh si è permesse contra il suo augusto tutore e cantra le persone che durante la sua minorità sono state incaricate dell’ amministrazione de’ suoi stati e della sua educazione,• e- ciò in risposta ad uno scritto che il duca aveva fatto diffondere. Questa risposta, compilata dietro invito del re d’Inghilterra ed impressa in tre lingue, è stata distribuita con prolusione. Tale piccola contesa non ebbe però disgustose conseguenze, nè valse ad indebolire l’affetto che il re d’Inghilterra portava ai suo antico pupillo. Può essere che il duca abbia proceduto con troppo calore, e che il conte di Munster abbia, fino ad un certo punto, dato appiglio al risentimento ed alle accuse del giovane sovrano. T." Vili." P.' 111/ 22