DELLE CITTA’ ANSEATICHE 275 diti consistere nella prosperità di questa città e del suo commercio; trovar dessi in Amburgo un facile sbocco per tutti i loro prodotti; egli stesso, al bisogno, poterne ricavare delle grandi risorse, che sarebbero diseccate anche per lui se voleva annientare quella città; laddove mostrandosele favorevolmente disposto, ne otterrebbe devozione maggiore e più sincera. La forza di queste ragioni, esposte da un uomo di cui apprezzava 1’ onorevole e virtuoso carattere, lece impressione sull’animo del re, il quale conrhiuse la pace mediante una somma di danaro che la città dovette pagare in tre tempi. Durava ancora la guerra fra l’imperatore ed i re di Francia e di Svezia, ed i dintorni di Amburgo ne risentivano gli effetti, essendosi l’esercito svedese sparso nel-l’Olstein, di cui saccheggiò molte città e villaggi, usando poscia del pari nel territorio di Brema. La città di Amburgo ebbe in quell’incontro occasione di lodarsi del trattato che aveva alcuni anni innanzi conchiuso col re di Svezia, giacché, senza di esso, avrebbe probabilmente subito la sorte di Àltona e di altre contigue città che furono abbandonate al saccheggio. i645. Amburgo, di concerto con Brema, conchiuse trattato cogli stati olandesi per assicurare la libera navigazione dell’Elba, del Veser e del mare del nord. Questa unione era tanto più favorevole ad Amburgo, perchè la sua navi- f¡azione era allora inquietata dalla guerra civile che deso-ava l’Inghilterra e dalla guerra combattuta dalla Spagna contra 1’Olanda, la Francia ed il Portogallo. Conservava Amburgo la neutralità in mezzo a queste guerre, ma le potenze belligeranti limitavano d’assai in que’tempi il. commercio dei neutri coi loro nemici. 1648. La pace conchiusa a Munster ed Osnabruco consolidò la libertà e la politica esistenza delle tre città anseatiche in quei trattati comprese. La popolazione di Amburgo era semj»e in aumento, essendo stata accresciuta dai rifugiati dei Paesi-Bassi, dai mennoniti e giudei, che trovato aveano nel suo seno un asilo contra le persecuzioni a cui erano scopo negli altri paesi. Forse non erano essi i soli stranieri che la prosperità di una città tollerante aveva attratto fra le sue mura.