DEI RE DI PRUSSIA 4o3 • tlel generale d’ Yorck sgombrano dai dintorni di quella capitale ove stavano d’accantonamento. In Custrin si fanno apprestamenti per sosténer quanto prima un bombardamento. Tutte le truppe di Breslavia muovono a raggiunger l’esercito. Il generale Donsenberg ha già passato l’Elba con parte della legione alemanna. Nel 21 aprile tutta la forza attiva che lo stato può porre in piedi è organizzata in landsturm, e in un’ordinanza regia composta di ottantacinque articoli si circostanzia tale organizzazione, non che i mezzi e Io scopo. Vi si ravvisa l’energia di un governo conscio della propria dignità, anelante a riacquistare la sua independen-za, ed a scuotere un giogo onerosissimo ed avvilente. 3 giugno. Il generai francese Hogendorp è nominato governatore di Breslavia, occupata il primo di questo mese dal generale Lauriston. Le principesse di Prusssia che vi si erano rifugiate, sono costrette ad allontanarsi in traccia di più rimoto asilo. 8 agosto. Leva di una riserva destinata a sostituire i posti occupati dalla landwehr. 20 ottobre. Più che mai operose divengono le società secrete. Da qualche tempo voleva il governo sopprimere la società detta Tugendverein. Al momento di distoglierla se ne formarono tre altre che doveano esser dirette da membri appartenenti alla Tugendverein, ma sotto nomi diversi. Il dottor John si mise alla testa dei cavalieri neri che diedero nascita alla legion nera comandata da Lutzow. Il barone Nostez, decorato dalla regina defunta di una catena d’argento, creò l’ordine della riunione di Luigia e Lang istituì quello dei concordisti. Cotesti tre capi si obbligarono di seguire in ogni parte gli errori della Tugendverein e scelsero gli stati presso cui doveano esercitare la loro influenza. John si riservò la Prussia; Lang il nord e Nostez il mezzodì dell’Alemagna. Che che siasi potuto dire di tali società secrete, è forza convenire che nel loro seno si elaborò il piano di emancipar la Germania, che gli spiriti abbattuti ravvivaronsi e ripresero quel vigore e quella energia che tanto contribuirono a far scomparire l’onnipotenza di Napoleone. Ma allorché cessò lo scopo di quelle società, la loro esistenza poteva tornar pericolosa allo stato siccome quella che tendeva a perpetuare negli animi una specie di