DELLE CITTA’ ANSEATICHE 299 vare danaro agli Amburghesi fece contro di essi alcune dimostrazioni ostili. Il 18 novembre venne conchiuso un trattato, pel quale le truppe danesi evacuarono il territorio di Amburgo, mediante l’esborso di settecentomila marchi che la citta dovette pagare per sottrarsi a non provocate vessazioni. La segnatura del recesso della commissione imperiale e la ritirata delle truppe danesi avevano infine ricondotto nella città la tranquillità e la pace; il lavoro della commissione essendo compiuto, le truppe del circolo cominciarono ad uscire da Amburgo il 28 novembre, ed il 20 decembre avevano per intero evacuato il territorio della città. Trascorsero dopo ciò più di ottantanni prima che ne fosse ancora turbato il riposo. Era difficile alla città di Amburgo mantenere una costante neutralità in mezzo alle lotte che da più anni agitavano e desolavano l’Europa. Questa città offrendo asilo e protezione a varii emigrati francesi, aveva provocato 1’ odio della repubblica, che le rimproverava in oltre di tenere ancora aperti i porti al commercio inglese e di favorire l’introduzione delle derrate coloniali e delle produzioni di manifatture inglesi nel nord dell’Alemagna, e si offerse quindi ben presto occasione nella quale dovette Amburgo manifestarsi per la Francia 0 per l’Inghilterra. Napper-Tandy, Blackwell, Moris e Corbett, sudditi di quest’ultima potenza che avevano nella loro patria ordito progetti contra la sicurezza del governo e la costituzione dello stato, s’erano rifuggiti in Francia, dove avevano preso servigio come militari, ed erano stati aggregati ai diritti di cittadinanza; ma giunti in appresso sul territorio di Amburgo, il console inglese quivi residente richiese il senato del-l’arresto di quei quattro individui. Rimasta alcun tempo la sorte loro indecisa, finalmente sullo scadere del settembre 1799 il senato li consegnò al governo inglese, sforzandosi di giustificare questa misura presso il direttorio esecutivo della repubblica francese, e scrivendo nel tempo stesso al re di Prussia, perchè intercedesse in suo favore presso quella repubblica, in considerazione che non aveva potuto resistere alle istanze dell’ ambasciatore russo, il quale minacciava in nome dell’ imperatore Paolo di trat-