I ■ I III L' ■ p, „ I*., 3IO CRONOLOGIA STORICA dieta si apre secondo l’uso per eleggere un successore; il diritto di elezione apparteneva da lungo tempo a 8ette potenti principi conosciuti col titolo di elettori. Erano allora: Alberto di Brandeburgo, arcivescovo di Magonza; Ermanno conte di Wiéd, arcivescovo di Cologna; Riccardo di Greif-fenklau, arcivescovo di Treviri; Luigi, re di Boemia; Luigi V, conte palatino del Reno; Federico, duca di Sassonia, e Gioachino l, marchese di Brandeburgo. Gli elettori offrirono dapprima la corona imperiale al duca di Sassonia, chela ricusò il 28 giugno; e quindi Carlo, re di Spagna, si vide, dal suffragio unanime del collegio elettorale, innalzato al trono dell’impero. i5Ì25. Gli abitanti di Francoforte furono i primi ad adottare la dottrina della riforma ed a chiederne il libero esercizio. Il rifiutg li portò a ribellarsi contra il senato; essendo alla testa degli insorti un calzolaio ed un sarte, deposero quindi i magistrati, e ne instituirono ventiquattro scelti dalla feccia del popolo. Questi soprusi ebbero funeste conseguenze, e le turbolenze non cessarono che nel i53o, in cui la città intera abbracciò la confessione di Augusta; Io stesso anno accedette alla lega degli stati protestanti ragu-nati a Smalkalda, avente per iscopo di prevenire le vessazioni minacciate da un decreto dell’impero; la città partecipò alle disgrazie che non tardarono a piombare sull’Alemagna. 1546. Massimiliano di Egmond, conte di Buren, passando daccosto a Francoforte alla testa di un esercito imperiale, sgominò siffattamente quegli abitanti che, comunque non avesse alcun disegno contra la città, si affrettarono di aprirgliene le pòrte. 1547. In premio di questa sommessione vigliacca e subitanea, ricevettero una guernigione di tremila fanti e di quattrocento cavalieri, e pagarono una contribuzione di ottantamila scudi. 1548. La città riceve 1 ’’interim. Si è veduto che Vin-terim era un editto imperiale il quale, fino a che fosse statuito sulle contese che esistevano fra i cattolici ed i protestanti, conteneva alcune disposizioni per mantenere .le cose ad un dipresso nello stato in cui si trovavano. Questo interim non soddisfece ad alcun partito, e fu accettato piuttosto per rispetto all’autorità imperiale, c(ie per convin-