DEI DUCIII DI BAVIERA 87 larmente del professore Klinshrod, di Vurtzburgo, il quale, assieme a Klein, Feuerbuch, Erhard ed altri distinti sapienti, ha contribuito co’suoi scritti a spargere lumi su questo interessante' ramo della legislazione. Fino allora la giurisprudenza gotica del medio evo era mantenuta in Baviera pegli affari criminali, e vi si seguiva a puntino ed alla lettera la legge famosa e crudele di Carlo V, conosciuta sotto il nome di procedura Carolina. Frequenti erano le esecuzioni nell’ ultimo anno di Carlo Teodoro, e la tortura il solo mezzo di strappare agli incolpati la confessione del loro delitto. Appena salito alla dignità elettorale, volle il regnante occuparsi a migliorare la legislazione criminale; e volendo provare che la tolleranza era una delle mole essenziali del suo governo filantropico, il principe permette ai protestanti che dimoravano a Monaco il libero esercizio della loro religione. E questa la prima volta, dopo la guerra dei trentanni, in cui avevano gli Svedesi occupato per qualche tempo Monaco, che la religione luterana è pubblicamente professata in quella capitale. 7 marzo. 1 monaci mendicanti e stranieri dei conventi degli stati bavaro-palatini sono rinviati nella loro patria, col soccorso di quindici fiorini per cadauno per sostenere le spese del viaggio. 2i marzo. 1 terreni paludosi messi a cultura nei contorni di Boseneim e Neuburgo sono dati in partaggio ai coloni stranieri, che si presentano in folla per stabilirsi nei paesi superiori dell’elettorato. I coloni ottengono in proprietà queste terre affrancate per venticinque anni e più dal pagamento delle decime, sotto la condizione di pagare, dopo dieci anni, un determinato censo; e sono oltre a ciò essi ed i loro discendenti della prima generazione esenti dal militare servizio. i3 maggio. Il progetto del codice criminale è pubblicato, cd è promesso un premio di cento luigi a quello che ne presenterà la miglior critica, ed uno di cinquanta a quello che vi si accosterà di più» La critica o discussione deve abbracciare l’assieme dell’opera. 7 giugno. Il comitato degli stati aveva reclamato vivamente contra le riforme dei conventi ordinate dall’elettore, ed incolpava soprattutto il ministero, che voleva pre-