268 CRON. STOR. DEI PRINCIPI DI TRANSIL. Luigi XIV. Intanto II Turco lasciandogli intravedere qualche speranza, parti Panno 1717 autorizzato da una consulta della Sorbona contro però il parere del reggente di Francia e di quello del czar e si recò ad Adrianopoli. Al suo giungere non erano più gli stessi gl’interessi del sultano. La Porta non vide più in colui ch’ella aveva chiamato come un alleato importante se non che un amico di poco momento, e finalmente un ospite a proprio carico. Egli sollecitò il permesso di ritornare in Francia, ma vi si oppose il reggente. La principessa sua sposa fu nondimeno accolta a Parigi ove morì 1’ 8 febbraio 17226 fu seppellita presso le Carmelitane Scalze. Racoczi abbandonato dagli uomini rivolse tutti i suoi pensieri verso il cielo. Egli si die’ interamente alla penitenza. Nel suo ritiro compose egli stesso le sue Memorie stampate l’anno 17^9 in mezzo alle rivoluzioni di Ungheria. 11 suo testamento politico e morale che fu mutilato nel darsi in luce l’anno 1751 è un altro frutto della sua solitudine. Si ha pure di lui un manoscritto di meditazioni, e di soliloqui e un commentario sul Pentateuco. Finalmente egli compilò le confessioni della sua vita sul modello di quelle di Sant’Ago-stino. Gli originali di alcune di queste opere esistono nella biblioteca di San Germano de’ Prati. Tali furono i principali esercizii di Racoczi durante il suo lungo ritiro cui pose termine con una morte edificante il dì 8 aprile 1735 a Rodo’sto nella Romania. Il suo cuore fu trasferito presso i Camaldolensi a Grosbois e posto nel cimitero di que’ religiosi , giusta le sue intenzioni. Aveva avuto dal suo matrimonio tre figli, Giuseppe morto a Costantinopoli il 7 novembre 1728; Giorgio conosciuto sotto il nome di marchese di Santa Elisabetta maritato con Margherita Susanna Pinthereau de Bois-Lisle, dama di Cleri nel Vexin, morto a la Chapelle-les-Paris in giugno 1756 senza lasciar figli di sua moglie che morì a Cleri il 23 dicembre 1768, e Carlotta morta senza prole.