270 CRONOLOGIA STORICA » donde il trovarsi, come avviene di frequente, il loro nome » nel plurale ». La più possente di coleste repubbliche fu quella che si stabilì nei dintorni di Praga. Ella pervenne successivamente a sottometter le altre 0 collegandosi coi loro capi 0 per la sorte della guerra. Il terrore che sparsero dovunque le vittoriose armi dei Franchi, inspirò agli Slavi boemi non che ad altri popoli circonvicini, la risoluzione di cangiare in monarchico il governo democratico ed aristocratico. Il primo loro duce che sia bene accertato è Premislao o Przemislao che trasmise l’amministrazione della Boemia nella sua posterità. E vero che Carlomagno rese i Boemi tributarli dell’impero, ma fu di breve durata la loro dipendenza ed ebbero sempre cogli Alemanni controversie. Gli storici più esatti anche nazionali non s’accordano intorno il tempo preciso e la durata dei regni dei successori di Przemislao sino a Borzivoi, primo duca cristiano dei tempi dell’ imperatore Arnoldo. Noi quindi li passeremo sotto silenzio e comincieremo da quest’ ultimo. BORZIVOI. L’anno 890 BORZIVOI o BORZ1WOF, detto pure BORIWAI, succedette Panno 890 a suo padre Hostivitus ai tempi dell’imperatore Arnoldo il quale succedette a Zuen-tipold re di Moravia nel tributo che pagavagli la Boemia; ma essendosi poscia Zuentipold ribellato, fu da Arnoldo soggiogato coll’armi. L’anno 894 Borzivoi abbracciò il cristianesimo e fu battezzato da Metodio vescovo di Mora-via in un a sua moglie e figli nel mese di giugno dell’anno stesso. Qualche tempo dopo i Boemi per odio della mutata sua religione, discacciarono il lor duca e posero in sua vece Stoymir duca di Bilin discendente dal lato di donna da antichi duchi, ma in capo a dieci mesi fu ristabilito Borzivoi e parecchi Boemi ricevettero il battesimo. Borzivoi costruir fece chiese in Praga ed altrove e istituì scuole per istruire la gioventù. Ma i grandi di Boemia sempre addetti alle loro superstizioni presero pretesto dalla cura che da-vasi nelle cose di religione per accusarlo di trascurare quelle dello stato. Siccome le loro dicerie andavano giornal-