DÈI RE D’UNGHERIA 189 sue virtù obbligò gli Ungheri a ricevere il battesimo. Il suo zelo occasionò alcune rivoluzioni di cui trionfò il suo valore. L’anno 1000 gli Ungheri gli conferirono il titolo di re, di cui chiese a papa Silvestro II la conferma. Il papa gli aggiunse quello di apostolo dell’ Ungheria col potere di regolare e disporre gli affari ecclesiastici di Ungheria presenti e futuri e di nominare ai grandi ed ai piccoli benefizii del regno siccome vicario del pontefice romano; era lo stesso che dargli l’equivalente del titolo di legato perpetuo di santa sede. La bolla che contiene tali privilegii fu lunga pezza dopo confermata nel concilio di Costanza per cura dell’ imperator Sigismondo re di Ungheria. L’imperatore Enrico II suggellò colla propria approvazione nell’ anno 1008 il regio grado di Stefano dandogli sua sorella Gisele in isposa. Stefano istituì ne’ suoi stati dieci vescovati la. cui capitale fu Gran 0 Strigonia. La religione di Stefano fu per Giula suo zio duca di Tran-silvania e fanatico idolatra, un motivo di dichiarargli guerra. Stefano pieno di confidenza nel soccorso del cielo marciò contra lui, lo vinse ed aggiunse alla monarchia ungherese, secondo Thwrocz, i suoi vasti e ricchi stati: Universum regnum ejus latissimum et opulentissimum monar-chiae Hungariae adjunxit. Secondo Io stesso autore, Stefano volse poscia le sue armi contra Kean duca dei Bulgari e degli Slavi ucciso di sua mano in battaglia non senza aver provate molte difficoltà per penetrare nel suo paese, cinto com’ era da alti monti, il vincitore die’ quel ducato a Zulta suo bisavolo ch’era ancora vivente, e dopo la sua morte lo riunì a’propri stati, Stefano, aggiunge Thwrocz, riportò dalla sua spedizione grandi ricchezze che furono impiegate nella dotazione delle chiese da lui erette. Corrado il Salico re di Germania e poscia imperatore avendo l’anno 1027 data la Baviera a suo figlio Enrico, gli fu dal re di Ungheria l’anno dopo spedita una legazione per reclamare quel ducato a nome di Gisele sua moglie e di Emerico suo unico figlio duca della Russia'Rossa. La domanda di Stefano era fondata giacché Emerico era il più prossimo erede dell’imperatore Enrico II suo zio, di cui la Baviera formava il patrimonio. Sul rifiuto di Corrado di fargli giustizia, Stefano si apparecchiò alla guerra. L’an-