CRONOLOGIA STORICA 436 contea ili Troyes il nippte Tebaldo, o meglio glie l’aveva venduta se si dà fede a M. Pi-thou detto il P. Chifilet. La sua seconda moglie frattanto mise al mondo, alcuni mesi dopo la sua partenza, un figlio che fu chiamato Eude o Ottone; ma Ugo, dice Alberi-co, noi volle mai riconoscere perchè i medici gli avevano detto esser egli inabile alla generazione. Eude cresciuto negli anni si ritirò aChamplitte, terra di appartenenza di sua madre nella contea di Borgogna di cui fu signore, e si unì al re Luigi VII servendolo con zelo e valore nelle sue differenti spedizioni. L’imperatore Federico I e sua moglie Beatrice gli diedero, nei 1166, le terre di Longei, di Quingei ed altre nella contea di Borgogna; ma conservò sempre il nome di Sciampagna. Da sua moglie Sibilla, figlia di Josberto visconte di Digione, ebbe tre figli,di cui il primogenito dello stesso suo nome e non meno di lui valoroso mori a Costantinopoli nel 1204, lasciando una figlia, Odeta moglie di 0-dino'castellano di Gand;il secondo, chiamato Luigi, morì celibe; Guglielmo il terzo fu il ceppo dei signori di Pontal-lier. Il conte Ugo finì i suoi giorni a Terra-Santa, non si sa in qual anno. Fu egli che la France, tom. IX, pag. 267). Stefano e gli altri crociati della sua divisione avendo raggiunto il grosso dell’ armata cristiana che li precedeva, ebbero parte alla conquista fatta il 20 giugno 1097 della città di Nicea. La condotta tenuta da Stefano all’ assedio di quella piazza gli meritò l’onore di essere nominato da parte dei principi a capo del consiglio di guerra per dirigere tutte le operazioni militari (ibicl.). Non andò guari che tale scelta venne giustificata dalla vittoria riportata dai crociati il i.° luglio seguente sui Turchi, i quali malgrado la superiorità del numero furono interamente sconfìtti. Stefano marciò in seguito coll’armata cristiana all’assedio di Antiochia, dove sostenne per qualche tempo la riputazione di valoroso e prudente di’ erasi acquistata ; ma annoiato dalle lunghe fatiche di quella spedizione cominciata il 21 ottobre 1097, si ritirò sotto pretesto di malattia due giorni precisamente avanti il conquisto della piazza ( i.° g‘u" gno 1098) conducendo seco lui quattromila uomini delle sue truppe. Avendo diretta la sua marcia per Costantinopoli onde ritornare in Francia, incontrò per cammino l’imperatore Alessio che veniva con