120 CRONOLOGIA STORICA zione a tale avvertimento, quantochè qualche tempo innanzi avea menato al conte una guanciata col guanto; affronto che non si poteva dimenticare se non per eccesso di viltà o per grande sforzo di virtù. Ma accecato dall’odio mortale che portava al re non riguardò questo avvertimento che come un’insidia che gli si tendeva, e avendo posto l’assedio dinanzi Nanci ne incaricò Campobasso del principale attacco. Nel 1477 il 4 gennaio il perfido Campobasso che avea fatto trarre in lungo 1’ assedio, abbandonò l’armata di Borgogna all’ avvicinarsi di Renato duca di Lorena, che si avanzava alla testa di ventimila uomini, e passò colle sue truppe alla parte di quest’ultimo lasciando i Borgognoni a non più che quattromila. Le due armate venute alle mani il 5 gennaio, il duca di Borgogna fu posto allo sbaraglio, e travolto dai fuggiaschi malgrado la sua intrepidità, caddette da cavallo in un fosso dove fu ucciso da un colpo di lancia scagliatogli da Claudio di Beaumont gentiluomo di Lorena che lo inseguiva senza conoscerlo. Pretendono altri sia stalo ucciso da genti a tale oggetto appostate da Campobasso. Che che ne sia, non si rinvenne il suo corpo che due giorni dopo la battaglia, coperto di fango, in mezzo al ghiaccio, e talmente sfigurato che non fu riconosciuto se non per la lunga sua Barba e le sue unghie, che si aveva lasciato crescere dopo la battaglia di Morat, e per una cicatrice alla faccia. Per ordine del duca di Lorena fu pomposamente tumulato a San-Giorgio di Nanci, ove rimase sino al i55o sotto un mausoleo di rame fattogli erigere dal duca di Lorcn^con un epitaffio di venti versi latini che cosi cominciavano: Conditur hoc tumulo Burgundae gloria gentis Carolus Europae, cjui fuit ante timor. Carlo V suo pronipote avendolo in quest’anno richiesto al duca di Lorena, lo fece poco dopo trasferire a Bruges, ove fu collocato nella chiesa di Saint-Donat sotto altro mausoleo della stessa materia del primo. Cosi finì Carlo ultimo duca di Borgogna nell’anno quarantesimoquarto della sua vita e decimo del suo regno. “ Questo principe, dice un » moderno, non ebbe altre virtù che quelle di un soldato;