a6o CRONOLOGIA STORICA sorsero delle difficoltà furono sempre mantenuti nei loro diritti. Guglielmo fu costantemente attaccato a Luigi il Grosso re di Francia, e lo seguì nelle sue spedizioni contra i suoi vassalli ribelli. Nel 1116 fu fatto prigioniero da Ugo Manceau presso Annai a una lega dalla Loira nel ritornar che faceva dal combattimento avuto contra Tommaso di Marie signore di Couci e di altri piccoli tiranni contra i quali avea marciato al seguito del re Luigi il Grosso. Abbandonato a Tebaldo il Grande conte di Blois, questi Io fé’ rinchiudere nel castello di Blois. La sua cattività fu di circa quattro anni, giacché durava ancora al tempo del concilio di Reims tenutosi nell’ottobre 1119, come se ne dolse il re Luigi il Grosso nel discorso fatto a quell’ assemblea (Order. Filai, pag. 85g). Ciò che gli trasse tale sciagura, giusta le Beuf (Meni, sur l’hist. iP ¿lux., toni. Il pag. 71), fu il suo rifiuto di rapportarsi al giudizio del conte di Blois intorno una terra dipendente da quest’ultimo per la quale era in contesa con Ugo Manceau. Convien dire che Tebaldo avesse dei motivi contra lui ancor più gravi, poiché, giusta la testimonianza del re nel discorso surriferito, nè le istanze dei grandi, nè le censure dei vescovi poterono indurlo a lasciar libera il prigione. Secondo Orderico Vital, fu il re d’Inghilterra che istigato da papa Calisto II trionfò dell’ostinazione del conte di Blois suo nipote, e ciò poco dopo il concilio di Reims. Del resto il conte di Nevers non fu senza conforti durante la sua prigionia. Ugo di Macone, novello vescovo d’Au-xerre, gli scrisse una lettera di condoglianza al suo ritorno da un viaggio a Roma per far confermare la sua elezione, cioè nei primi mesi del 1116 (Hist. Episcop. Au-tissiod., pag. 4tìo apud Labb. Bibl. novtom. I). Roberto d’Arbrisselles e Bernardo abate di Tiron vennero pure a visitarlo al principio del 1117. Lo storico del primo di questi due personaggi racconta che il conte fu talmente consolato di quella visita che la rimembranza rimastagliene bastò a dileguare la malinconia del suo carcere (Vita Roberti de Arbris., c. 4)* Guglielmo nel 1124 fu tra’signori che marciarono al seguito del re contra gl’ Imperiali i quali minacciavano invadere la Sciampagna. Egli seguì pur quel »