65 CRONOLOGIA STORICA di Vergi : Salva fìdelitate S. Fiventii de Vergeis,• per intendere la qual clausula convien rimontare presso che al-1’origine della citta d’Auxonne. Sotto i re merovingi questa città iacea parte della dotazione del monastero di Bre-gile che Amalgario duca di palazzo di Borgogna fondò per sua figlia Adalsinde. Dopo morto il padre, Adalsinde costretta ad abbandonare il suo monastero, si ritirò presso Val-dalene di lei fratello, a favore del quale Amalgario avea fondata l’abazia di Beze, e gli cedette tutti i beni di quella di Bregile. L’atto di tale cessione in data dell’anno 652 enuncia formalmente nell’enumerazione dei fondi la città d’Auxonne, villani scilicet Assonavi. L’abazia di Beze sei 0 sette volte soqquadrata dai barbari nei secoli posteriori, perdette la maggior parte de’suoi beni. Auxonne dopo esser passata per dillerenti mani, fu data, non si sa da chi, al monastero di Saint-Vivant, che poscia la infeudò ai conti di Borgogna quale suffeudo del ducato. Colla seconda clausula dell’atto d’omaggio, Stefano si riserva la facoltà di riconoscersi vassallo di Ottone conte di Borgogna, rimettendo al duca il castello d’Auxonne: Quod si ego in ho-miniuni comitis Ottonis redire et ad ipsum ire voliterà, ego duci Burgundiac supradictum castrimi reddam et totani villani (Hist. de Bourg., tom. IV). Ecco un’assai chiara prova che la contea d’Auxonne dipendeva dal ducato di Borgogna. IJopo la morte di Tebaldo III conte di Sciampagna, 1 capi della nuova crociata, che lo aveano eletto a lor generalissimo, deputarono nel 1201 al duca di Borgogna per offerìrgli lo stesso incarico; ma egli ringraziatili di tale onore, rimase tranquillo presso di sè. L’anno i2o3 nel dì 3o aprile intervenne alla corte dei pari, la quale condannò Giovanni re d’Inghilterra come colpevole dell’omicidio di Artus di lui nipote e dichiarò le sue terre al di qua del mare confiscate a profitto del re di Francia. Consigliato da alcuni Filippo Augusto di rispettare il re d’ Inghilterra, e volendo interporre a suo prò l’autorità del papa, Eude e parecchi altri signori esortarono fortemente quel monarca a non fare nè pace nè tregua col re Giovanni per timore della corte di Roma, promettendo impiegare tutte le loro forze in sua difesa. Così attcsta il nostro duca con let-