i66 CRONOLOGIA STORICA villaggio di Batuens da lui usurpali ad essa; lo che fu confermato da Guido e dalla sua sposa ponendo la carta sull’altare. I due conti ordinarono pure l’anno stesso ad uno dei loro vassalli, chiamato Bonifazio, di restituire alla stessa chiesa quanto l’era stato da lui tolto (Ferri, Hist. de Cha-lons, pr., pag. 45} Juenin, Hist. de Tournus, pr., pag. 33a). Nel iog(j Gofreddo disponendosi a partire per Terra Santa vendette una porzione del dominio comiziale di Chalons a SAVARICO di Vergi suo zio. Ma non avendo questi denaro sufficiente per pagare il nipote, ipotecò per compiere il pagamento la metà del suo acquisto al vescovo di Chalons per duecento oncie d’oro: la qual somma non essendo stata mai rimborsata, i vescovi di Chalons rimasero in possesso della quarta parte di quel dominio. Guido di Thiern partì pure per la crociata, e morì al più tardi nel iii3, poiché Guglielmo di lui figlio e successore diede in quest’anno, di concerto con Savarico, la foresta di Bragne per lo stabilimento dell’abazia della Ferte sulla Grone. Savarico vendette poscia dopo la morte di Gofreddo, di Simone e di Erve suoi figli quanto gli rimaneva della contea di Chalons ad Ugo II duca di Borgogna, che la lasciò ad Ugo detto il Rosso suo figlio. Questi fu padre di Sibilla moglie di An-serico di Montreal, i cui discendenti avendo ceduto al duca di Borgogna i loro diritti su parecchie terre, vi compresero probabilmente quelli che teneano sulla contea di Chalons. E però costante che la duchessa Alice possedeva parte di quella contea, così risultando dal trattato 1221 seguito tra Durand vescovo di Chalons e il suo capitolo, Alice vedova di Eude III duca di Borgogna e Beatrice contessa di Chalons. Rapporto al conte Guglielmo gli ultimi tratti della sua vita depositati nella storia non tornano gran fatto in suo elogio. Ecco ciò che di lui riferisce cogli scrittori contemporanei l’autore del Miroir historial: « In Bor-» gogna Guglielmo conte di Chalons sulla Saona coll’aiu-» to di molti Brabanzoni fece scorrerie nell’ abazia di Clu-» ni. I religiosi e parecchi terrazzani gli vennero incon-» tro tutto inermi portando le reliquie che aveano seco, la « croce e il Corpus Domini per pregar da lui grazia e » che per l’onor di Dio non facesse male alla chiesa; ma « lo sleal conte e le sue genti li spogliarono belli e nudi