5i>4 cronologia storica qucrgli tale assenso. Nel i4i>4 'I conte Giovanni lasciò la corte del duca per prender possesso delle contee di Rctlicl e di Nevers che gli erano sortite per la morte di suo fratello, e quindi recatosi alla corte di Luigi VI gliene fece omaggio il do luglio dell’anno stesso. L’ anno dopo insorta la gue rra del Bcnpubblico, il conte Giovanni in sì critica.circostanza diè prove della sua fedeltà verso il re. Fu questo un nuovo titolo di querela contro lui pel conte di Charolais, il quale, nel 3 ottobre dell’anno stesso, lo fece rapire a Perorine e condurre a Bethune, ove fu strettamente custodito, nè gli si lasciarono che soli tre uomini per servirlo. Al 28 novembre fu tratto dalla sua prigione per esser trasferito a Maubeuge, ove giunse il 2 dicembre, e cinque giorni dopo venne condotto a Mons. Nel dì i4 febbraio 1466 fu nuovamente cangiato di prigione e trasferito al castello di Englemontier presso Courtrai; indi a qualche tempo a Saint-Omcr. Al suo giungere in quest’ultimo carcere gli si fece intendere finirebbe i suoi giorni nei ferri e forse di morte violenta ove non aderisse a tutti i voleri del conte di Charolais. L’orrore della prigione e l’immagine della morte che continuamente si affacciava ai suoi occhi, trionfarono alla fine della di lui costanza, sicché dichiarò esser pronto ad annuire a tutto ciò volesse il conte. Carlo senza dilazione gli spedì Guglielmo Ugonetto, suo referendario e poscia suo cancelliere, con cinque lettere-patenti che gli furono presentate il 22 marzo per la firma. Colla prima gli si iacea rinunciare alla contea d’ Auxerre ed alle terre di Workun, di Ostrevaut, della Brille ed altre in Olanda; colla seconda doveva consegnare al duca di borgogna le città di Peronne, di Roye e di Montdidier-, conteneva la terza una rinuncia ai diritti successorii di Bonna d’Artois sua madre; colla quarta gli si facea dichiarare nulla pretendere sul ducato di Brabante e di Limburgo nè s-.l marchesato di Anversa ; e finalmente colla quinta assentiva che Carlo nominasse capitani in tutte le piazze forti delle sue contee del Nivernese e del Rethelese. Il conte Giovanni studiò di trarre in lungo la lettura di esse lettere sino a notte ben avanzata, indi fingendo aver bisogno di riposo, promise a Ugonetto riconsegnargliele il giorno dopo, segnate da lui e contrassegnate da Bertrand suo segretario