DEI COiNTI DI SCIAMPAGNA E DI BLOIS 437 diede il territorio di Clairvaux a San Bernardo, e fu pure il fondatore 0 benefattore di molti altri monasteri, tra gli altri dell’abazia di Trois-Fontaines, di quella di Sermaise (al giorno d’oggi semplice priorato), di quella di Chcminon: tutte tre nella diocesi di Chalons-sulla-Marna. centomila uomini in soccor- so dei crociati allora assediati in Antiochia dai Musulmani. Stefano esagerò talmente le forze degli assedianti e l’estremità cui erano ridotti gli assediati, che lo indusse a ritornare indietro nella persuasione che sarebbe giunto troppo tardi per soccorrere la piazza ( Rad., Gesta Tancredi, c. 72). Quanto a lui al suo ritorno in Francia fu accolto con dimostrazioni di disprezzo che lo coprirono di confusione. Tutto era mormorazione, contumelie e sarcasmi contro lui; e sua moglie, principessa degna del sangue di cui sortiva, si fece delia partita, nè cessò di rimproverargli la sua viltà. Queste grida generali lo determinarono a ritornare in Palestina nel noi per cancellare la vergogna della sua diserzione. Parti non al principio di settembre, come cita Guglielmo di Malmesbury, ma almeno sei mesi prima col conte di Borgogna ed altri signori. Essendosi riunito dopo aver passato il Bosforo con Baimondo conte di Tolosa, le loro truppe unite a quelle che conduccva questo principe formarono un esercito eli oltre quarantamila cavalli ed un numero più considerabile di fanti; ma così formidabili forze furono sbaragliate e quasi ridotte a nulla dai Turchi nell’Asia. Stefano e Baimondo ricondussero gli avanzi della loro armata a Costantinopoli, dove il primo s’imbarcò la primavera seguente per Terra-Santa. Ivi una nuova sciagura lo attendeva, giacché fu preso con molti altri signori alla battaglia di Rames 0 Bama vinta dai Saraceni il 27 maggio 1102, e condotto prigioniero ad Ascaloii, 0 Joppe secondo Orderico Vital, que’ barbari lo uccisero a colpi di freccia (Spictl., tom. X, pag. 563). Prima del suo partire ad istanza d’Yves suo vescovo avea rinunciato per lui e suoi successori all’uso che i conti di Chartres aveano avuto sino allora di saccheggiare le case del prelato dopo la sua morte e di trasportare non solamente i mobili, provvigioni di ogni genere e bestiami, ma fin’anco le ferramenta e i piombi. Il diploma che fece per ciò dispacciare manca di data, ma dal