DEI CONTI DI NEVERS di Cleves nato come i suoi antenati con talenti militari, fece le sue prime campagne nel i53j sotto il maresciallo di Montmorenci, cui seguì in Piemonte. Determinato il re Enrico II, nel 1551, di muover guerra all’imperatore, affidò al duca di Nevers il comando generale dell’ armata cui inviò nei Paesi-Bassi sulle frontiere della Lorena. L’anno i55a Francesco di Cleves agevolò il passo del re in Alemagna mercè la presa da lui fatta della piazza che gli SpagnUoli aveano fortificato sulla Mosa, e agevolò il ritorno di sua maestà proteggendo la sua marcia nel paese di Liegi. L’anno stesso avendo Carlo V intrapreso P assedio di Metz, il duca di Nevers concorse alla difesa di quella piazza. Egli molestò e faticò gli assedianti con differenti attacchi, portò via i convogli e intercettò loro i viveri. Carlo V scoraggiato dal lento avanzar dell’assedio voleva almeno rivalersene sovra Toul-, ma Francesco di Cleves avendo penetrato il suo disegno, si recò a chiudersi iti Toul e lo fece andar a vuoto. Nel campo degli assedianti entrò la carestia, e il duca di Nevers profittò della gran diserzione da essa prodotta per formare a spese del nemico un corpo di truppe che arrolò al servizio di Francia. L’anno 1553 egli fece la campagna di Picardia con molta distinzione, e in quella del 1554 s* segnalò con nuove imprese in Fiandra e nel paese di Liegi, prese Dinant e Beau-rain e sconfisse in più scontri il nemico. L’anno 1555 comandò ai confini di Sciampagna avendo sotto i suoi ordini il maresciallo di Saint-Andrè. Quei della corte gli vietavano d’impegnare un’azione generale, ed egli ebbe l’abilità di battere il nimico in ritaglio, e la fortuna di rendere inutili gli sforzi del principe d’Orange generale dell’ imperatore che comandava un ragguardevole esercito. Nel i557 alla fatai giornata di Saint-Quentinprima di venir alle mani il duca di Nevers pubblicò un avviso il cui tenore giustificò la sua saviezza e che salvato avrebbe 1’ armata ; ma non essendo stato ascoltato combattè col massimo valore sino a che, oppresso dal numero, fu costretto a ritirarsi con piccolo manipolo di soldati scappati al ferro e alle catene del vincitore. Avendoli condotti alla Ferro spedì di là un trombetta al principe Emmanude 1'¡liberto di Savoia generale dei nemici, per raccomandargli