DEI CONTI DI SCIAMPAGNA E DI BLOIS 43g TEBALDO IV detto ¡1 GRANDE, settimo conte di Blois. L’anno ri02 TEBALDO, secondo figlio di Stefano c di Alice, succedette in verde età al padre nelle contee di Blois, di Chartres e di Brie a pregiudizio di Guglielmo suo fratello primogenito, il quale dopo aver portato qualche tempo il nome di conte di Chartres, fu privato del suo diritto di primogenitura pei maneggi, come si disse, di sua madre (1). Questa principessa dopo aver governato per circa vent’ anni col figlio, si fece religiosa a Marcigny nel 1122 e morì l’anno 1137. Tebaldo, secondo Ingulfo abate di Croy-land in Inghilterra, aveva fatto i suoi studii con Stefano suo fratello in Orleans sotto il professore Goffredo, che poscia fattosi monaco a Croyland ne divenne abate. L’anno 1108, e non ino come accenna il p. Daniel, essendo ve- (1) Guglielmo si meritava in qualche guisa l’avversione materna per la violenza del suo carattere, di cui il vescovo Yves di Chartres ci fa sapere il seguente fatto. Irritato conira lui ed il clero della sua cattedrale che si opponevano alle sue intraprese, formò una congiura con coloro che aveano qualche macchia per farli tutti perire, e si assicurò dei congiurali mercè giuramento ad essi fatto prestare dinanzi l’altare di Nostra Signora ; locchè avendo inteso Yves, non volle far punto il divino ufficio alla presenza dei congiurati} ma per altro tralasciò dallo scomunicarli fino a che non ne ricevette avviso dal suo metropolita. Guillelmus, scrive egli a Daimberto arcivescovo di Sens, Comitisscie filius in mortem Clericorum Carnotensium et pernicìem meam, et umnium ad nos pertinentium, coram altare B. Ma-riae conjuravit, et omnes cives qui sub hanno sunt, ad éadem conjurationern compulit, nisi voluntati servorum suorum cedamusy et sibi usurpet violen-tia quod sola debet oblinere gratia. Ego itaque hoc juramentum hero-dianum audiens nolui postea in praesentia hujusmodi conjuralorum divina tructare sacramenta. Promeriium tamen anathema distali super eos Jun-dere, donec consilium v estrae paternitalis et collegarum noslrorum super hoc acciperem ( Ep. i34)- Da ciò si vede che Guglielmo avea goduto della contea o almeno della città di Chartres per qualche tempo} donde sembra potersi conchiudere, che se in seguilo ne venne spogliato, lo fu pel rifiuto che fecegli dell’investitura il re Enrico I ad istigazione della conlessa Alice per la quale questo monarca avea molta stima. Che che ne sia, Guglielmo vedendosi spogliato dell’ eredità prese il nome e le armi della casa di Sulli di cui avea sposata l’erede Agnese figlia di Gilone II. Il suo ramo si spense nella persona di Maria di Sulli, la quale sposò, i.° Guido VI di Tremolile morto l’anno ìSgS, 2.° Carlo d’Albret contestabile di Francia.