82 CRONOLOGIA STORICA ticìrità accostumato di aver bailaggio reale e bailo in detto luogo, che c/iiamavasi bailaggio e bailo di Saint-Jen-goul, dal qual bailo si appellava al parlamento di Parigi e non altrove. Da ciò si scorge, secondo l’ossfcrvazione di Brussel, pag. 255, l’inferiorità delle prerogative del duca di Borgogna in confronto a quelle di cui godevano i ducili di Normandia e quelli di Aquita.nia, e di quelle pure dei conti di Tolosa, di Fiandra, di Sciampagna e di Bretagna. Dif-fatti, aggiunge egli, sino la metà del XIII secolo non era* vi appello dai giudicati di questi al tribunale del re; e se in quel mezzo s’incominciò ad interpor qualche appello, lo fu sotto specioso pretesto di mancanza di diritto o di falso ed erroneo giudicato. Non ha però fondamento, come osserva lo stesso autore, pag. 5i6, il dirsi in quella dichiarazione che da tutta l’antichità i re Francesi tenessero bailo per essi a Saint-Jengoul, al qual bailo tutta la Borgogna, appellasse; essendo provato che il re non aveva alcun bai- lo in Borgogna prima che acquistasse la contea di Maconc nel 1239 e nemmeno in quest’ anno. La regina madre di Filippo non sopravvisse lunga pezza al trattato da lei conchiuso cogl’inglesi per indurli a sgombrare dalla Borgogna, morta essendo il 29 settembre i36o nel castello d’Argilli presso Nuits, lasciando a suo figlio, allora in età di anni quindici, delle buone lezioni e un grand’esempio da imitarsi pel governo de’suoi stati. La maturità del senno che dimostrava quel giovine principe determinò il re Giovanni a dichiararlo maggiore con lettere del 20 ottobre susseguente. Egli era succeduto a sua madre nella contea di Auvergne, e attesa la riunione dei suoi domimi trovavasi in istato di figurare tra le teste coronate; ma breve fu il godimento di tanta prosperità. Caduto pericolosamente ammalato, dicesi per effetto di una caduta, egli il di 21 novembre i36i fece il suo testamento con cui institul a suoi eredi quelli che potevano e dovevano esserlo giusta gli statuti di Parigi. Morto alcuni giorni dopo, fu trasferito ai Cisterciensi per essere tumulato presso i suoi antenati. Questo giovine principe dava di sè belle spera.nze; avea un naturale eccellente, grande l’animo e nobili le inclinazioni. Dice Plancher che poco visse, ma fu molto compianto. Dopo la sua morte si presentarodo tre