DEI CONTI DI BORGOGNA ifa contea non era feudo dell’impero se non in qualche parte* •i secondo esso autore, c continuò ad esserlo dopo l’imperatore Federico I ed il conte Ottone suo figlio. Margherita vedova di Ottone si rimaritò in terze nozze con Gualtiero d’Avenes e morì nel i?.3o. Abbiamo l’atto d’omaggio da lei fatto nel mese di maggio 1218 a Bianca contessa di Sciampagna de’ feudi di quella contea che le erano sortiti per la morte di suo nipote Tebaldo conte di Bolis (Cartai. de Chanip., detto Libcr principiati, fol. 208 r.°). BEATRICE II ed OTTONE II 0 III. L’anno 1200 BEATRICE, unica figlia di Ottone II, fu la sua erede, e trasferì poscia la contea di Borgogna in una famiglia straniera collo sposare che fece il dì 22 giugno 1208 Ottone detto il Grande, dell’illustre casa d’Andechs in Baviera, duca di Merania nel Ti.rolo, marchese d’Istria e principe di Dalmazia. Il visconte d’Auxonne sdegnato di tali nozze riassunse il titolo di conte di Borgogna; lo che fu il segnale di una guerra che costò molto sangue. La nobiltà Sequana si divise in relazione ai propri interessi tra i due contendenti. Quella che abitava i cantoni dei Varaschi e dei Por-tisiensi tenea per Ottone e marciava sotto le insegne dei siri di Neuchatel, di Faucognei, di Rougemont e di Dam-pierrc. Stefano, sostenuto dai conti di Vienna e da tutti i vassalli di quella possente casa, avea tratto al suo partito il rimanente della provincia, e rinnovaronsi senza posa le battaglie tra le due parti. Dovunque non iscorgevasi che gente armata, castelli successivamente presi e ritolti, campagne devastate. Nel 1222 v’ebbe una ricomposizione, ma in capo a tre anni ridestaronsi le ostilità. Ottone per sovvenire alle spese della guerra ipotecò il lunedì dopo gli Ognissanti (8 novembre) 1227 la contea di Borgogna a Tebaldo il Postumo, conte di Sciampagna, per la somma di quindicimila marchi d’argento. Il 16 giugno 1228 seguì la pace all’abazia di Bcze colla mediazione del cardinale di Saint-Ange, e il matrimonio di Alice figlia di Ottone con Ugo nipote del visconte Stefano, morto nel fuoco della guerra e sostituito da suo figlio Giovanni il Saggio, ne fu come