DEI CONTI DI SCIAMPAGNA 4-29 » generis, darci Dei grada quod liacreditabilis si in ; si » ad qualitatem bcnefìcii quod dedisti titilli, constai quod » non est de tuo fisco, sca de his quac rtlihi per tuam grati tiam ex majoribus meis hacreditario jure contingunt. Si » ad scrvitii mcritum , ipse profecto nosti, donec tuam » gratiam habui, quomodo libi servierim domi, militine et » peregrc » . Sembra che questa lettera abbia calmato il risentimento del re-, almeno è certo che Eude rimase possessore della successione del conte Stefano. L’anno 1026 riprese l’armi contro il conte d’Anjou sul quale riportò un vantaggio di cui perdette subito il frutto; poiché Erberto conte del Maine avendolo attaccato il 6 agosto mentre se ne ritornava trionfante, lo disfece e mise in rotta la sua piccola armata (Ilistoire manuscrite de Saint-Florent de Saumur ). L’anno dopo ( 1027) gli fallì l’assedio che avea intrapreso davanti il castello d’Amboise; ma si risarcì di questo disastro colla presa di altre piazze che tolse al conte d’Anjou. Nel io3i dopo la morte del re Roberto fece lega colla regina Costanza contra Enrico suo figlio primogenito, cui voleva escludere dal trono per porvi Roberto suo cadetto, e col favore delle turbolenze suscitate da tale quistione, s’impadronì della città di Scns che fortificò. Il capitolo di questa chiesa avendo eletto l’anno dopo il tesoriere Mainardo per arcivescovo, Eude appoggiò questa elezione contra Gelduino nominato a quella sede dal re Enrico. Raccolta dal monarca un’armata per assoggettare il conte, gli tolse subito il castello di Gournai-sulla-Marne, indi marciò verso Sens, che Renaldo conte di questa città e luogotenente di Eude fu obbligato di cedere. Ma Eude rientrato poco tempo dopo ne affidò di nuovo la custodia al conte di Sens, che sostenne due assedii datigli dal re in due anni consecutivi davanti questa città, senza poter rendersi padrone. Finalmente nel io34 Eude fece un trattato col monarca, mercè il quale acconsentì cedergli metà della città di Sens e accettare l’arcivescovo Gelduino; accomodamento da lui fatto per darsi liberamente ad un’ altra guerra molto più importante in cui crasi impegnato, quella cioè della successione del regno di Borgogna che rivendicava dal lato di Berta sua madre, sorella del re Rodolfo'III, morto senza figli il 6 settembre io3a. Se non che aveva per rivale Cor-