DEI DÜ'CIU DI BORGOGNA. 87 privilegi (D. Planchar, tom. Ili, pag. 33); ma fu un’esca che non cambiò in nulla ciò eli1 egli avea stabilito. Avendo la duchessa sua sposa nel dì 28 maggio dell’anno dopo partorito un figlio, indusse papa Gregorio XI ad esser padrino al fanciullo ch’ebbe nome Giovanni. Il duca di Borgogna visitò per divozione nel 1375 la chiesa di San-Jacopo di Gallizia, locchè gli fu di occasione a percorrere la Spagna. Giunto a Siviglia fu accolto con grandi onori dal re di Gastiglia Enrico II di Transtamaré che gli fece magnifici doni. Questo pellegrinaggio vicn da Mariana posticipato di due anni; ma noi seguiamo Ferreras ch$ si appoggia all’autorità di Ayala. Poco dopo il suo ritorno Filippo intervenne al parlamento di Beaune che si aperse il 18 maggio 1376. I gran'servigi ch’egli ricevette da Guido della Tremoille suo ciambellano non rimasero senza rimunerazione, essendo stato gratificato nel 1378 della terra e del castello di Jonvelle sulla Saona in un a tutte le loro dipendenze. L’atto di questa donazione seguito nel-1 abazia di Meziercs porta la data del 18 giugno. Avendo Filippo nel 1379 inteso che la città di Troycs era minacciata dagli Inglesi, raccolse ventimila uomini dei suoi vassalli e alla lor testa volò in aiuto della piazza. Dopo averla posta in istato di sicurezza passò in Fiandra e sedò la sedizione eh’crasi desiata a Gand contra il conte Luigi di Male suo suocero (V. i conti di Fiandra). 11 re Carlo V per la sua morte avvenuta nel i38o, lasciò il trono a suo figlio Carlo VI ancora minore, ma venne da Filippo conteso ai duchi d’Orleans e d’Anjou le redini del governo e li obbligò ad associarlo ad una parte delle loro funzioni; colla stessa alterezza egli sostenne la prerogativa del suo grado nella consacrazione del giovine monarca. Vedendo il duca d’Anjou nella qualità di reggente assidersi immediatamente dopo il duca d’Orleans, corse a lui im- tietuoso, lo trascinò pel braccio e si collocò al. suo posto. I fiero duca d’ Anjou voleva far vendetta sul momento di tale affronto, ma vennero separati i due rivali eh’erano in procinto di dimenticare di esser fratelli. Si raccolse precipitosamente il consiglio e pronunciò a favore del duca di Borgogna. Il conte di Fiandra suocero di Filippo, stretto da una nuova ribellione de’suoi sudditi, lo chiamò in suo aiuto,