DEI CONTI D’AUXERRE E DI TONNERRE 327 sorelle, diede la sua desistenza con alto 16 agosto per una somma di trentacinquemila settecentocinquanta lire che il re si obbligò pagar loro ad epoche fissate (Mss. du roi, n. 9420, ibi. 112, v.°). Luigi sposò nel 1402 Maria figlia di Guido della Tremolile quinto di questo nome, morto a Rodi nel 1397 nel ritornar che faceva dalla spedizione d’ Ungheria, e di Maria di Sulli, che avea allora a secondo marito il conte-stabile d’Albret. Maria della Tremolile portò in dote al conte Luigi ventimila franchi d’oro (1) che le furono dati da sua madre e dal patrigno. Disgustatosi della sposa, Luigi la ripudiò sotto pretesto di parentela e si rimaritò coti Giovanna di Perilleux, figlia d’onore di Margherita di Hainaut, duchessa di Borgogna, di cui era divenuto amante e che l’aveva rapita. Luigi di Chalons era in fatto congiunto di Maria della Tremoille; ma sembra che il conte di Tonnerre abbia proceduto militarmente e senza osservare le regole, poiché Maria della Tremolile sempre pretese essergli legittima moglie. La duchessa di Borgogna irritata dell’insulto di Luigi di Chalons, ne chiese vendetta, e il duca suo marito sì apparecchiava a ridurre alle strette il rapitore. Questi senza sconcertarsi gli significò che più noi riconosceva per suo signore e che si faceva vassallo del duca d’Orleans figlio di colui ch’era stato fatto assassinare dal duca di Borgogna. Il duca d’ Orleans mandò truppe al conte di Tonnerre, il quale col suo soccorso si mantenne per qualche tempo nella contea, di cui alla fine fu spogliato. La città e il castello di Tonnerre chiuse avendo le porte ai Borgognoni, soffersero brevissimo assedio. 1 Borgognoni, dice uno storico contemporaneo, vi entrarono colte fiaccole accese in mano, e distrussero interamente il castello. Lo stesso fecero di quelli di Laigncs, di Grisel-les, di Cruzi, d’Argenteuil e di Channes. 11 castello di Belili che il conte Luigi possedeva al di sopra di Salins nella Iranca-Contea, fu pure dai Borgognoni investito, ma non (1) I franchi erano d’oro fino e del taglio tli sessantalre al inarco; quindi ventimila fianchi d’oro pesavano trecenlodiciassctte marchi, tre oncie, cinque grossi, un denaro e nove grani, i quali in ragione di oltocentovcn-'"tto '"e, dodici solili il marco, produrrebbero attualmente ducccntosessau-latcemila quaranlasette lire, Ululici soldi c dicci denari.