3o8 CALENDARIO rimanente come può vedersi di seguito dal 1710 sino al 1899 inclusivamente. Se fosse stata ancora in vigore l’antica corrispondenza, si sarebbe contato X di cpatta, come contavasi sempre X in faccia al numero d’oro X, comesi può vedere ogni volta che questo numero d’oro X s’incontra dal i582 sino al 1700. Ma nel 1700, attesa la nuova corrispondenza ossia rapporto delle epattc coi numeri d’oro, si vede l’epaKa IX di prospetto al numero d’ oro X, e questa cpatta JX marca le nuove lune di ciascun mese un giorno dopo di quello che Io sarebbero state dall’epatta X. Questa avrebbe dovuto segnare la nuova luna al 21 gennaio, 19 febbraio ec., laddove l’epatta IX l’ha segnata al 22, e al 20, e dicasi cosi delle altre, sempre un giorno più tardi di quello avrebbe marcato 1’epatta X. Nel 1900 nella corrispondenza tra l’epatta e il numero d’oro ci sarà un altro cambiamento, come apparisce dalla tavola cronologica. In quell’anno 1’epatta XXIX corrisponderà al numero d’oro I, nel seguente l'epatta X al numero d’oro II, e così delle altre; e così procederà sino all’anno 2200. S’introducono tali mutazioni per accordar sempre possibilmente l’anno lunare col solare, e al tempo stesso accennar la Pasqua in guisa di non celebrarsi da noi mai nel 14 della luna, ma bensì la domenica dopo esso precauzione che, come abbiamo detto altrove, ci fa talvolta celebrare questa grande festività sette giorni più tardi di quello la celebreremmo se il nostro computo ecclesiastico ci marcasse le nuove lune così esattamente come le marcano gli astronomi. Così ci accadde nel 1744? >n cu‘ seguendo il computo ecclesiastico, ossia il nuovo calendario, abbiam fatto la Pasqua il 5 aprile; laddove l’avressimo fatta il 29 marzo seguendo il calcolo astronomico; poiché, secondo questo calcolo, la nuova luna pascale cadcva il 14 marzo a 7 ore e 47 m'* nuti di mattina, e per conseguenza il i4 della luna, il 27 di detto mese, che fu un venerdì; donde risulta clie avremmo dovuto celebrare la Pasqua il 29 marzo, ch’era la prima domenica dopo il 14 della luna pascale, giusta il calcolo degli astronomi, più del nostro preciso. Abbiamo di questo difetto del nostro calendario già parlato altrove, e nessuno sinora seppe rimediarvi.