SOLARE PERPETUO 3 23 domenica, dee concorrere colla lettera G, eh’è la settima in ordine diretto. Lo stesso ragionamento ha luogo pegli anni che s’aprono col martedì, mercordì e seguenti. In base di tali osservazioni si potrebbe compilare un calendario perpetuo sui sette giorni della settimana, come sulle sette lettere dominicali. Il primo dei calendari], di cui sarebbe formato, chiamerebbesi calendario del lunedì, c corrisponderebbe al nostro calendario G. Il secondo si chiamerebbe il calendario del martedì, e risponderebbe ai nostro calendario F. Il terzo, che prenderebbe il suo nome dal mercoledì, sarebbe in corrispondenza col calendario E, c così degli altri. Era nostro primiero divisamente di seguire questo metodo. Ma per ciò avrebbe abbisognato di aggiungere la feria iniziale agli anni di G. C. nella nostra Tavola cronologica, come si praticò a quella dell’Egira, e questo non poteva eseguirsi per mancanza di spazio. D’altronde l’altro metodo è più semplice, e dovendosi scegliere, meriterebbe per questo titolo la preferenza. Delle Colende, delle None e degli Idi. I nostri antichi ad imitazione dei Romani adoperavano questi tre nomi per accennare tutti i giorni del mese. Chiamavano, come ognun sa, calende il primo di ciascun mese, a88'ungendo il nome del mese e quello delle calende: per esempio calendis jattuarti, calendis februarii, pel primo del mese di gennaio o febbraio. Accennavano i dì susseguenti co» quelli di avanti le none, e non^ chiamavano il 5.“ giorno di ciascun mese, eccettuati marzo, maggio, luglio