SUGLI ECLISSI i57 Parigi di ore quattro e mezza. È però a notare che questo processo non è rigorosamente esatto che in due soli casi: i.° quando il sole sia allo Zenit o presso allo Zenit del luogo ove l’eclissi è centrale a mezzodì: 2.“ nel tempo dei due solstizii. Tranne questi due casi, il luogo in cui l’eclissi è centrale a mezzodì sarà più o meno orientale di quanto si sarebbe trovato colla regola precedente; più orientale dal solstizio d’inverno sino a quello della statele meno orientale dal solstizio di state a quello d’inverno. Le maggiori differenze accaderanno al tempo degli equinozii, che allora saranno di un quarto d’ora per venti gradi, di mez-z’ ora pei gradi quaranta, e di tre quarti pei settanta gradi di latitudine, e di là sino al polo. 11 numero rinchiuso tra le due grappe significa sempre senza eccezione la latitudine per cui l’eclissi dovette essere centrale a mezzodì; non così però degli altri due numeri, i quali non sempre denotano la latitudine sotto il quinto e sotto il cencinquantacinquesimo meridiano, nè è possibile che sempre la denotino ; giacché talvolta l’eclissi comincia prima che il sole illumini il quinto meridiano, e quando finisce ha già cessato d’illuminarne il cencinquantacinquesimo. In questi due casi non dovevamo marcare il sentiero dell’eclissi centrale sotto un meridiano , dove non accade eclissi. Il primo numero nel primo caso determina la latitudine per cui l’eclissi è centrale al levar del sole , e l’ultimo quella ove si vede la stessa fase al tramontare del sole. Così sino dal primo anno dell’era cristiana trovasi un eclissi pel io giugno ad ore quattro e mezza di mattino; contandosi sotto il quinto meridiano soltanto le tre e mezza: poscia leggonsi i tre numeri 18 (43) 41* Alle tre e mezza il sole non era ancora alzato per diciotto gradi di latitudine, e a più forte ragione esso era ben lungi dall’esser giunto ai limiti di un eclissi visibile, essendo un tal limite per la latitudine di gradi diciotto, di circa ore sette e un quarto, giusta la tavola sopraddetta. Quindi il numero diciotto non denota qui la latitudine sotto il quinto meridiano, ma bensì sotto uno su cui contavansi allora ore sette e un quarto di mattino, vai dire sotto un meridiano distante da quello di Parigi per ore due e tre quarti, ossia di quarantuno gradi verso l’oriente. I numeri poi (43) e 4»