GLOSSARIO DELLE DATE for Martror, gii Ognissanti, nelle carte di f.inguadocca. De Martror in Martror, da una festa degli Ognissanti al-l'altra. Martror significa Martiri, e si dava questo nomo agli Ognissanti, perché questa festa nella sua origine era consacrata ai soli Martiri. Marzia, la festa dell’Annunciazione, cosi chiamata da alcuni de’nostri autori francesi, perch' essa cade ili marzo, il 25 dello stesso mese. Memento meiy introito altra volta della quarta domenica dell’Avvento, oggidì chiamasi il Borate coeli. Mcnsis intrans , inimicai, i sedici primi giorni dei mesi che hanno 3i giorni, e i quindici primi di quelli composti di io. Questi giorni contavansi per uno, due, tre, come li contiamo oggidì: non sì faceva clic aggiungere la parola intrans o intruiens; per esempio die XIV in* trante maio pel i4 maggio. Non è però lo stesso dei giorni marcati con: Mcnsis exiens, astans, stans, reslans, gli ultimi quindici giorni del mese; i quali si contavano in ordine retrogrado. Cosi per esempio: Aduni tcrtia die excunle , astante, stante, restante mense seplcmbri ; ovvero actum tcrtia die exitus mcnsis septembris, marca il 28 settem-bre, cominciando a contare dalla (ine di questo mese, e risalendo uno il 3o, due ii 29, tre il 118, quattro il 27 ec. Vedesì gran numero di esempi di questa foggia di contare sino dal secolo X nel Glossario di Du Cange; convien notarla per non ingannarsi. I Greci, come diciamo più ampiamente altrove, aveano una maniera di dividere il mese che molto sì avvicina a questa. Bipartivano i loro mesi in tre decadi o decine, e contavano le due prime coll'ordine diretto e naturale. Mirici laietfiiiv xp»7ir, cioè a dire, mcnsis ineuntis prima; p-tivoi (ÀitoCiret mensis mediantis prima ,■ oVvcro 9-c*»V» iti' S»««Ji’, undecima. L’ ultima decina contavasi ordinariamente a ritroso: {jÌiiorTot (/»»oc , desi- nentis mensis undecima pei mesi di 3t giorni, hixxv 11 , decima per quelli dì giorni 3o. In ambi i rasi era il 21 del mese. 11 calcolo quindi era retrogrado. Sembra però che sino dal secolo V i Greci non divìdessero più il loro mese che in due parti a un di presso eguali, c che p$nor.c(