GIUDAICO 665 Schernirti haghatscrct, cioè la conclusione della solennità, ed un tal giorno è consacrato particolarmente a Dio, e viene celebrato colla stessa solennità del primo; il g.° giorno poi, ch’è egualmente solenne, appellasi Sim-ha-tora, cioè la gioia della legge, perchè si termina di leggere tutto il Pentateuco, giusta la divisione fattane per ciascuna settimana; e siccome allora è il termine dell’anno per la lettura della legge, scelgonsi nella sinagoga due individui che chiamansi sposi, uno dei quali legge la fine e 1’ altro ne ripiglia tosto il principio, accompagnandosi la lettura con dimostrazioni di allegria. Quegli che legge la fine di-cesi lo sposo della Legge, e l’altro lo sposo del comin-ciamcnto della Legge. Il sabato successivo è intitolato il sabato Bereschit, dal nome della prima lettera del Pentateuco, che comincia dalla parola Bcreschit, clic suona al principio. Quelli che dimorano in Terra Santa fanno la festa di Sim- ha-tora il giorno 8.°, perchè questo 8.“ giorno è d’istituzione dei Rabbini,come è detto all’articolo della festa di Pasqua. Ros-uasca.na, cioè capo d’anni, è la festa del principio dell’anno civile, che vien celebrato dagli Ebrei durante i due primi giorni di thisri, ossia della luna di settembre, com’è detto nel Lcvitico (XXIII e XXIV), in memoria della creazione dell’uomo; poiché, giusta l'opinione più comune tra i Rabbini, il mondo fu creato in autunno. In quei due giorni, che gli Ebrei chiamano giorni di giiulizio,di rimembranza, di Ir ib illazione ^giorni tcrribUi, e finalmente giorni di penitenza, si astengono da ogni opera servile e li riguardano come giorni in cui Dio giudica gli uomini rapporto alle azioni dell'anno trascorso, e dispone gli eventi di quello che vi succede. In questo giorno essi orano più che in qualunque altra festa dell’anno, e rammentano le azioni più memorabili dei loro antichi patriarchi, particolarmente quella del sagrifizio d’Isacco, ch'ebbe luogo in que’ giorni stessi: suonano lo schophor, specie di tromba ricurva, di circa un piede e mezzo, fatta di corno di ariete, in memoria dell’ariete che servì d’olocausto invece d’Isacco. Questa tromba era molto usata dagli antichi Israeliti; e adoperavasi da prima per convocar l’assemblea , notar la partenza delle truppe, annunciar Panno del giubileo. T. XIX. 42*