tyo DELLA FORMA DELL’ ANNO questi ultimi tempi fecero uso gl7 Italiani, gli Ebrei danno al giorno 24 ore come noi, 12 pel tempo in cui il sole sta sull’ orrizzonte, e 12 per quello in cui sta al dissotto, e dividono le 12 ore del giorno artificiale in quattro parti, ciascuna di 3 ore, dando ad esse il nome di prima, terza, sesta e nona. La prima ora di prima comincia sempre secondo essi al levar del sole; quella di terza comincia 3 ore dopo; e lo stesso intendesi per la sesta e la nona\ c quindi tali ore devono essere più corte 0 lunghe, secondo die il sole sta meno 0 più sull'orizzonte, e cominciar pure prima 0 dopo nella stessa proporzione; di guisa però di’essi contano sempre mezzodì per la 6.“ ora del giorno, ossia per la prima ora di sesta in qualunque tempo deiranno. Sono pure le 12 ore di notte distinte, come presso gli antichi Romani, in quattro parti o veglie, ciascuna di 3 ore più 0 meuo lunghe, secondo la lunghezza delle notti. Quanto all’ora comune, ossia la 24/ parte del giorno naturale, che uoi dividiamo in 60 minuti, è da essi divisa in 1080 parti, atteso il gran numero di aliquoti che offre questo numero 1080, 18 parti di cui fanno esattamente uno dei nostri minuti. l'utto ciò clic si è detto degli anni, mesi e giorni degli ebrei moderni, 11011 serve propriamente che a marcare il tempo della celebrazione delle lor feste, e particolarmente delle tre principali, di cui la prima è quella di Pasqua, eli’essi chiamano più di buon grado la fata degli alimi, ed in ebraico Possali, che significa propriamente passaggio, transitus, e ricorre sempre il i5 del lor primo mese lunare, eh’ è nisan, cioè a dire al plenilunio di questo mese. La 2.* è quella di Pentecoste 0 delle settimane, in ebraico Sebuhots che viene sempre sette settimane o f»o giorni dopo Pessah , e che per conseguenza dipende da questa pel tempo 111 che dee celebrarsi; nella Giudea • ra il tempo della messe. La 3.' finalmente è la festa dei l'a-brrnacoli, in ebraico Sueeot, che chiamasi pure Scenopcgia, parola greca che vale erezione delle Tende, la quale ricorre al i5 del lor 7.0 mese, cioè dire al plenilunio di thisri, ossia settembre. Queste tre feste trovatisi notate e riunite insieme in