SUGLI ECLISSI del sud che non a mezzodì al tempo degli equiuozit; la differenza però non è gran fatto sensibile fuorché nelle alte latitudini. Nel mese di dicembre, ossia al solstizio d’inverno, a mezzodì per gradi tre e mezzo di latitudine australe dell’ombra, la larghezza della penombra è di quarantaquattro gradi al nord, e per gradi due e mezzo di latitudine boreale questa stessa larghezza è di sessantaquattro gradi, cioè a dire che giunge al cerchio polare, oltre il quale non avvi più giorno. La penombra si stende dal lato del sud sino a trentasei, quarantuno, cinquanta o sessantaquattro gradi, secondo che la latitudine dell’ ombra è di venti, trentacin-que, cinquanta o settanta gradi e mezzo. E lo stesso è per gli eclissi che accadono in marzo al levar, o in settembre al tramontar del sole. Se la larghezza della penombra non è che di trenta-due, trentatre, trentaquattro o trentacinque gradi, puossi dividerla in dodici parti sensibilmente eguali, e si avranno a un dipresso i luoghi in cui l’eclissi dovette apparire di undici, ai dieci, di nove digiti ec. Se la penombra è più larga, più sensibilmente ineguale sarà la distanza dei digiti : generalmente parlando, questa distanza è minore verso l’equatore, maggiore verso i poli. In giugno a mezzodì, in marzo al tramonto, e in settembre al levar del sole, la larghezza di un digito è di due gradi e tre quarti sotto il tropico, di tre gradi sotto il cinquantesimoquinto paralello, e di quattro gradi circa sotto il cerchio polare. Nel tempo degli equinozii, a mezzodì e al tempo dei solstizii, tanto al levare che al tramontar del sole, per la differenza di un digito, si hanno tre gradi sotto il tropico, quattro sotto il quaranta-cinquesirao paralello e otto sotto il cerchio polare. Nel solstizio d’inverno a mezzodì, egualmente che in marzo allevare e in settembre al tramontare del sole, la distanza da un digito all’altro è di quattro gradi sotto il tropico, di otto sotto il paralello quarantacinquesimo, e di quindici e mezzo verso il cerchio polare. Tali larghezze della penombra e distanze di digiti van-no soggette a mille variazioni relativamente alle distanze respcttive del sole, della terra e della luna: nei calcoli da noi intrapresi per determinare coleste larghezze, si è sem-T. XIX. u