Giudaico (kit dire della Vacca, in memoria della Vacca, rossa latta olle-rire da Mosi nel deserto per purificare colla sua cenere tulli quelli eli’erano immondi (Num. XIX i. e seg.). Questo sabato è il penultimo e talvolta l’ultimo dei Roshode d’iit/rtr: 4-° ¡1 sabato Haode. cioè del mese, in commemorazione del primo m<-se dell’anno in cui il popolo ebreo urei dalla schiavitù d’Egitto, e in cui Dio fece risplenderc i suoi miracoli, liberandolo col mezzo del legislatore Mosè, e perciò leggesi il passo d’Esodo XII, i. a. cc., che comincia colla parola Haode. Questo sabato è prima del roshode nisan o concorre con esso. Pel sabato Hagadol veggasi l’articolo delle Pasque. I sabati di Haphsaca o Separazione sono quelli che trovansi talvolta tra i quattro sabati di cui si è parlato. I sabati che ricorrono nelle feste prendono il nome delle feste cui sono uniti, come sabato di Pcssah, di Sue-cot, di Jlanoucca, di Roshod. Comunemente i tre sabati che trovansi tra il digiuno di thamuz e quello di ab si chiamano sabato Dibrb, sabato Simhouz e sabato Hazon o Echa, a cagione delle lugubri sezioni dei profeti che vi si leggono e che cominciano con quelle parole (Gcrem. I e 11, Isaia I). Il sabato che si trova immediatamente dopo il digiuno ab chiamasi il sabato Aahamon, colla qual parola comincia la sezione del profeta Isaia, XL, che vale consolatevi. Dicesi finalmente sabato di Teschouba o Schouba quello che scontrasi tra i giorni di Roshaschana e quello di Quippour, per essere nei giorni di peniteli. •». Come si è detto, la Pasqua è la festa più solenne de- Ìli Ebrei, cui celebrano il i4-° giorno di nisan al pleni-unio di marzo, eh’ è il primo mese dell’anno ecclesiastico. Sulla sera, o piuttosto tra i due vespri, dopo aver immolato il sacrifizio continuo sino al tramontar del sole, immolavasi l’agnello pasquale prima nel tabernacolo c poscia nel vestibolo del Tempio; lo si facea arrostire e mangiavasi tra le famiglie al principio della notte successiva nell’entrare del i5." giorno con lattuche amare e pane senza lievito. Nello spazio di 5 o 6 ore, immolavasi immensa quantità di vittime. Il nome di questa festa, in cui immolavasi e man-giavasi l’agnello pascale, chiamasi Pcssah, cioè a dire passaggio, dalla voce ebraica Pcssah, cioè è passato, ha